Esteri e guerra
Meloni e i dossier sul tavolo: Golfo, difesa e diplomazia
Al mattino Meloni ha presieduto una nuova riunione di governo con i vertici dell'intelligence, dedicata all'analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e alle relative implicazioni economiche. Poi a sera, dopo aver partecipato a Nola ai funerali del piccolo Domenico Caliendo ed essere intervenuta presso la sede centrale della Banca d'Italia a un convegno sul Piano Mattei, la premier ha incontrato a palazzo Chigi il ministro degli Esteri degli Emirati arabi uniti, tra i paesi del Golfo che hanno chiesto aiuto all'Italia dopo l'escalation militare seguita all'attacco lanciato da Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Anche oggi giornata infiammata da tensioni e scontri. Un missile balistico lanciato dall'Iran è stato intercettato in volo dalle difese della Nato prima di entrare nello spazio aereo della Turchia, che ha detto: "Ricordiamo a tutte le parti che ci riserviamo il diritto di rispondere a qualsiasi azione ostile contro il nostro Paese". Fonti hanno però rivelato che il missile non aveva come obiettivo la Turchia, ma che era diretto verso Cipro, dove le basi militari del Regno Unito sono già state prese di mira negli ultimi giorni. La notizia più eclatante è stata però il bombardamento della fregata iraniana Iris Dena, al largo delle coste dello Sri Lanka, da parte di un sottomarino Usa.
Tornando in Italia, in serata c'è stato il momento più atteso. L'incontro al Quirinale col presidente della Repubblica Sergio Mattarella per fare il punto della situazione dopo il vertice, sempre al Colle, tra il Capo dello Stato e il ministro della Difesa Guido Crosetto, che domani riferirà in Parlamento assieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani proprio sull'evoluzione della crisi e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo.
I fronti aperti per il governo sono quindi diversi: il rientro dei cittadini italiani dalle zone a rischio, i timori per l'allargamento del conflitto, gli effetti legati all'impennata dei prezzi dell'energia. Il tutto senza dimenticare il sostegno all'Ucraina.
La linea complessiva di Palazzo Chigi sarà illustrata domani nel corso delle comunicazioni alle Camere di Crosetto e Tajani, con quest'ultimo reduce da una telefonata anche con il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Secondo il sottosegretario Alfredo Mantovano, al momento "non è stato richiesto" l'utilizzo di basi militari in Italia da parte degli Usa, mentre si sta "valutando la richiesta di mezzi difensivi da parte di paesi dell'area del Golfo", con l'Italia che potrebbe fornire dispositivi anti-droni e Samp/T, il sistema di difesa missilistico utile a proteggere i cieli dagli attacchi provenienti dall'Iran.
Il passaggio di domani in Parlamento prevede il voto sulle risoluzioni che saranno presentate dai gruppi parlamentari, dovrebbe rappresentare quell'atto di indirizzo politico necessario al governo per affrontare i prossimi sviluppi della crisi. Alle critiche dell'opposizione di voler vedere Meloni riferire a Montecitorio, invece che i minisitri, Mantovano ha risposto che la premier si presenterà in Parlamento "a brevissimo termine" perché sono già fissate "tra pochi giorni" le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo. La premier, sottolinea il sottosegretario, affronterà "le questioni che interessano l'Europa" ma anche "il contesto internazionale, come è sempre stato. E comunque quelle di domani sono comunicazioni al massimo livello perché ci saranno il vicepresidente del Consiglio che è anche ministro degli Esteri e il ministro della Difesa.