Il chiarimento
Roma, cassiera Coin al gip: "Non sono una ladra, ho commesso solo leggerezze"
"Ho commesso solo leggerezze ed errori, ma non sono una ladra. Applicavamo soltanto sconti particolari riservati agli appartenenti alle forze dell'ordine". Con queste parole la cassiera del punto vendita Coin all'interno della Stazione Termini ha reso dichiarazioni spontanee davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Angelo Giannetti. La donna è comparsa questa mattina insieme ad altri tre colleghi per l'interrogatorio preventivo. Il pubblico ministero Stefano Opilio aveva avanzato la richiesta di custodia cautelare in carcere per tutti e quattro, mentre altre quaranta persone risultano indagate a piede libero: tra loro 21 tra poliziotti e carabinieri. L'accusa contestata è quella di concorso in furto aggravato. Pur scegliendo di non rispondere alle domande del giudice, gli indagati hanno rilasciato brevi dichiarazioni spontanee.
Al termine degli interrogatori, il gip si è riservato la decisione sull'eventuale applicazione delle misure cautelari, che sarà sciolta entro cinque giorni. La cassiera, dipendente del marchio da circa vent'anni, è difesa dall'avvocato Carlo Testa Piccolomini. A suo carico erano state eseguite anche perquisizioni personali e domiciliari, oltre ad accertamenti patrimoniali, che secondo quanto apprende LaPresse non avrebbero evidenziato irregolarità né disponibilità di somme sospette. L'inchiesta è partita dalla segnalazione del neo direttore del negozio, che aveva rilevato ammanchi negli incassi per oltre centomila euro. Gli investigatori hanno quindi concentrato l'attenzione su una delle casse. Secondo l'ipotesi accusatoria, supportata anche da verifiche interne affidate a un'agenzia investigativa incaricata dall'azienda, la dipendente avrebbe rimosso i dispositivi antitaccheggio da capi di abbigliamento e altri prodotti, consentendone l'acquisto a prezzi fortemente ribassati ad alcuni appartenenti alle forze dell'ordine. Ai militari dell'Arma, che sono stati trasferiti, e agli agenti coinvolti vengono contestati uno o due episodi ciascuno. La loro posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, mentre si attende la decisione del gip sulle richieste di custodia cautelare per i quattro dipendenti.