Il caso

Mercosur: l'Ue tira dritto e decide l'applicazione provvisoria dell'accordo

Redazione

La mossa era nell'aria. La Commissione europea ha deciso di procedere all'applicazione provvisoria dell'accordo commerciale tra Ue e Mercosur. Senza attendere l'approvazione del Parlamento europeo, né il pronunciamento della Corte di giustizia europea, alla quale la stessa Eurocamera ha rimandato l'intesa. La decisione è stata presa non appena è stato possibile, ovvero subito dopo la ratifica dei parlamenti dei primi Paesi dell'organizzazione latinoamericana, Uruguay e Argentina, avvenuta nello stesso giorno. "A gennaio, il Consiglio europeo ha autorizzato la Commissione ad applicare provvisoriamente l'accordo a partire dalla prima ratifica da parte di un paese del Mercosur. Ho già detto: quando loro saranno pronti, saremo pronti anche noi", spiega la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riferendo di averne "discusso approfonditamente con gli Stati membri e con i membri del Parlamento europeo".

Con altri accordi commerciali si è evitato di arrivare all'applicazione provvisoria, prevista dai Trattati Ue che danno competenza esclusiva alla Commissione in materia di commercio. Questa volta la posta in gioco è troppo alta. Con i dazi di Trump che penalizzano il commercio transatlantico, e le mire di altre superpotenze, come gli stessi Usa e la Cina, sul mercato sudamericano, Bruxelles ha fretta di accelerare sul tema della diversificazione. E liberare il potenziale di un mercato da 720 milioni di persone che diventa un'enorme zona di libero scambio, con le dovute eccezioni e salvaguardie introdotte a tutela dei prodotti nostrani. Senza contare che l'accordo è arrivato dopo 25 anni di discussioni. L'attuazione vera e propria dell'accordo, con l'azzeramento di 4 miliardi l'anno di dazi doganali per le imprese europee, scatterà tra due mesi, dopo lo scambio delle notifiche formali tra le parti, e si applicherà ai paesi del Mercosur che hanno ratificato, ma si prevede che a stretto giro arriveranno a destinazione anche Paraguay e Brasile. Soddisfatto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che parla di "impulso positivo per il nostro export che continua a contribuire alla crescita economica dell'Italia". Plaudono anche la Spagna e la Germania, che più avevano spinto per l'intesa.

I francesi, di ogni schieramento, per cui il Mercosur è diventato un tema tabù, gridano alla rivolta. "Per la Francia è una sorpresa, e spiacevole. Per il Parlamento europeo, è un brutto modo di fare le cose", ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron. "La Commissione ha preso la decisione unilaterale nonostante il Parlamento europeo non abbia votato a favore. Si sta quindi assumendo una responsabilità molto pesante". Contraria anche la Polonia. Sul fronte del Parlamento europeo, protestano le forze che avevano cercato di bloccare l'intesa in ogni modo, chiedendo, con una risoluzione passata per soli 10 voti il 21 gennaio scorso, un parere di legittimità alla Corte di giustizia europea. Parere che potrebbe arrivare tra 1,5 e 2 anni. La decisione della Commissione "rappresenta una grave forzatura, sia in termini di procedura che di merito", afferma la delegazione della Lega all'Eurocamera. "Ancora una volta Ursula von der Leyen calpesta la democrazia europea. La decisione è sbagliata nel metodo e nel merito e ci espone a notevoli rischi di risarcimenti se la Corte di giustizia dovesse giudicarlo illegale", le fa eco la delegazione del Movimento Cinque Stelle a Strabsurgo.