trapianto fallito

“Depositato un audio in procura”. Cosa sta emergendo sul piccolo Domenico

Rosa Scognamiglio

Avanza rapidamente l’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e tre mesi morto domenica scorsa dopo il trapianto di un cuore danneggiato all’ospedale Monaldi di Napoli. Patrizia Mercolino, madre del piccolo, ha depositato un file in procura contenente la registrazione audio di una conversazione avvenuta con il cardiochirurgo che, il 23 dicembre scorso, ha eseguito l’operazione. Secondo quanto riferito dalla donna, il giorno precedente al consulto allargato dell’Heart Team, cui hanno partecipato i maggiori esperti italiani di cardiochirurgia infantile, il medico l’avrebbe rassicurata sulla possibilità di sottoporre il paziente a una nuovo intervento. “L’ho detto per disperazione”, avrebbe poi ammesso il giorno seguente. Per l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia Caliendo, vi sarebbe stata un’ingerenza del cardiochirurgo partenopeo “in tutte le scelte, come abbiamo sempre detto”. “A parere di questa difesa, il dottor Oppido non aveva la serenità per poter continuare a essere il medico curante di Domenico e a scegliere ciò che il team doveva fare o non doveva fare", sottolinea il legale.

Il punto sulle indagini

Nel frattempo il numero degli indagati è salito a sette tra medici, paramedici e una dirigente sanitaria del nosocomio partenopeo. Ieri l’avvocato Petruzzi si è recato in procura per chiedere di aggravare l'ipotesi di reato da omicidio colposo in omicidio volontario con dolo eventuale. Il legale sostiene che vi siano state gravi omissioni da parte dell’equipe del Monaldi nei giorni successivi al trapianto: “Fino a quel momento neanche una Tac cerebrale era stata fatta”, precisa. Al pm Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo, il legale ha chiesto anche di sentire la signora Patrizia “relativamente al tema dell'arrivo del cuore al Monaldi da Bolzano”. La mamma del piccolo Domenico “ha sempre sostenuto che il cuore è arrivato alle 14.30, ma la scheda relativa è stata fatta alle 14.18”, puntualizza ancora Petruzzi. “Giovedì 26 febbraio saranno effettuati gli accertamenti tecnici sui cellulari - conclude - e noi vogliamo dare prova che questa informazione della signora Patrizia non è sicuramente condizionata all'esito di accertamenti tecnici".

I punti da chiarire

Secondo quanto ricostruito finora, sarebbe stata una “catena di errori” a determinare l’esito drammatico della vicenda. I medici del Monaldi che si sono recati al San Maurizio di Bolzano per prelevare il cuore da impiantare al bimbo sarebbero stati sprovvisti di un contenitore adeguato per il trasporto di organi. Inoltre, giunti presso la struttura altoatesina, avrebbero chiesto un rabbocco di ghiaccio e sarebbe stato fornito loro quello secco. Al rientro a Napoli, il cuoricino sarebbe risultato danneggiato. Secondo quanto sta emergendo in queste ore, come sostiene l’avvocato Petruzzi, il cardiochirurgo a capo dell’equipe del Monaldi avrebbe espiantato il cuore di Domenico ancor prima che quello nuovo arrivasse in sala operatoria. Sul punto, però, ci sono versioni discordanti. In attesa di chiarire anche questo aspetto, i pm hanno deciso di cristallizzare le prove, formulando al gip la richiesta di incidente probatorio che include l’esame autoptico e la perizia medico-legale collegiale.