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Migranti, gli stranieri detenuti sono uno su tre nonostante siano il 9% della popolazione
Vi ricordate quando la sinistra al governo parlava di percezione di insicurezza dei cittadini? Mentiva sapendo di mentire perché già le statistiche del Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale confermavano che la criminalità straniera era ormai fuori controllo. Lo facevano per nascondere il fallimento delle politiche dei porti aperti e della tanta decantata società multiculturale. Lo facevano pure per poter propagandare il referendum sulla cittadinanza facile che aveva come primario obiettivo quello di nascondere i reati commessi dagli immigrati: se naturalizzi 1,4 milioni stranieri in una botta sola, le statistiche sulla criminalità vengono immediatamente distorte.
La popolazione carceraria conferma che la criminalità d’importazione è una reale emergenza: un detenuto su tre è straniero, nonostante gli stranieri rappresentino il 9 per cento della popolazione residente in Italia. La sproporzione tra popolazione carceraria italiana e straniera è ancora più sostanziale per quanto riguarda quella africana che supera i 10 mila detenuti. Ciò dimostra l’esistenza di una netta correlazione tra criminalità e immigrazione che la sinistra ha tentato di nascondere, parlando di disagio socioeconomico come se non esistessero italiani che vivono in condizioni di indigenza. I numeri dei detenuti del 2024 confermano le statistiche sulla criminalità riguardanti gli arresti e le denunce.
Erano 1.691 i detenuti stranieri per il reato di violenza sessuale, il 41 per cento del totale. Dieci anni prima, erano invece 1.185. Ciò indica che la situazione si sta ulteriormente aggravando. D’altronde, quasi una violenza sessuale su due è perpetrata da non italiani. Nel 2024, erano stati 2.783 i soggetti stranieri denunciati o arrestati per tale fattispecie di delitto. I casi di cronaca ormai documentano chiaramente ciò che sta avvenendo in Italia, mentre le femministe e la sinistra si scagliano unicamente contro il maschio bianco. È ormai un fatto accertato che il monopolio dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione non sia più italiano. Infatti, il 71 per cento dei detenuti per tale delitto è straniero. Da tempo, la mafia nigeriana e quella albanese si sono imposte nel mercato delle schiave sessuali. La prima seleziona le ragazze direttamente nel Paese d’origine per poi farle arrivare in Italia attraverso la rotta migratoria che passa dal Nordafrica. Una volta giunte in Italia, le vittime rimangono imprigionate sotto la minaccia delle cosiddette maman. In proporzione alla popolazione residente, gli stranieri hanno un’altissima incidenza per tutti i reati contro la persona. Per quanto riguarda l’omicidio preterintenzionale, gli immigrati rappresentano il 36 per cento dei detenuti totali, ben il 38 per cento per il reato di lesioni personali volontarie.
La situazione non cambia per i reati predatori. Il 34 per cento dei detenuti per furto è straniero, il 33 per cento in merito alla rapina. È da sottolineare anche il 55 per cento dei soggetti stranieri reclusi per atti osceni. A Parma, nell’aprile del 2025, un 65enne straniero, con precedenti specifici, si era reso responsabile di atti di autoerotismo davanti a una scuola alla presenza di giovani studenti.
Ai 20mila stranieri adulti detenuti nelle carceri italiane, vanno sommati gli oltre 30mila stranieri beneficiari delle cosiddette pene sostitutive e i minorenni. Il 50 per cento dei detenuti nelle carceri minorili è straniero. Questo dato ovviamente non tiene conto del milione di minorenni di seconda generazione che ha già acquisito la cittadinanza italiana. La situazione non potrà che aggravarsi ulteriormente se la percentuale di stranieri residenti nel nostro Paese continuerà ad aumentare.