Paradosso diplomatico

L'Onu e l'ennesimo premio all'Iran: vicepresidenza mentre massacra i dissidenti

 

 

Non bastava l'elezione "in assenza di opposizioni" dell'Iran alla Commissione sviluppo sociale. Oggi 19 febbraio l'Onu ha conferito a Teheran la vicepresidenza del "Comitato per la Carta delle Nazioni Unite", un organismo incaricato di esaminare e rafforzare i principi enunciati nel documento fondativo dell'organizzazione. Una decisione che ha attirato le critiche generali.

"L'elezione di qualsiasi Stato membro a un organo è il risultato del voto degli Stati membri stessi - ha affermato Séphane Dujarric, portavoce del Segretario generale Antonio Guterres - La questione di chi viene eletto è una questione che spetta agli Stati membri. Ci aspettiamo che ogni Stato membro di questa organizzazione rispetti la Carta, rispetti la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dato che essi stessi hanno aderito a questo club che è l'Onu e che sono i fondatori di alcuni dei nostri documenti fondativi".

Ennesimo caso eclatante, che allarga lo screditamento nei confronti delle Nazioni Unite. Un'organizzazione che già a novembre 2023 aveva conferito all'Iran la presidenza del Forum sui diritti umani e che recentemente ha inviato un "formale" messaggio di auguri a Teheran per l’anniversario della Rivoluzione Islamica. Diplomazia al contrario.