Il caso

Cuore danneggiato, ecco cosa è successo. Meloni chiama la mamma: “Avrete giustizia”

Rosa Scognamiglio

Il contenitore utilizzato per trasportare il cuore da Bolzano a Napoli non avrebbe rispettato le linee guida. È il nuovo dettaglio che emerge dall’inchiesta sul trapianto del cuore lesionato al piccolo Francesco (nome di fantasia), il bimbo di 2 anni ricoverato sotto monitoraggio intensivo all’ospedale Monaldi dallo scorso 23 dicembre. La procura della città partenopea ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato per lesioni gravissime, iscrivendo nel registro degli indagati sei persone tra medici e paramedici del nosocomio campano.

Il box frigo

Secondo quanto emerso in queste ore, il box-frigo non era dotato di un termostato per controllare in tempo reale la temperatura dell’organo. Inoltre, come accertato in precedenza, all’interno del contenitore sarebbe stato inserito ghiaccio secco al posto di quello normale. Lo shock termico, verosimilmente causato dal freddo eccessivo, avrebbe così danneggiato i tessuti del cuore che, quando è arrivato all’ospedale Monaldi di Napoli, era già lesionato. Sulla scorta degli elementi raccolti, ora gli inquirenti intendono accertare se nella ipotizzata catena di errori possano esservi eventuali responsabilità da parte degli indagati. Anche a Bolzano è stato aperto un fascicolo d’indagine per fare luce sulla vicenda. Al momento si procede contro ignoti.

Meloni alla mamma del bimbo: “Avrete giustizia”

Intanto, questo pomeriggio, la premier Giorgia Meloni ha telefonato alla mamma del bimbo per esprimerle solidarietà e vicinanza. La donna ha fatto sapere tramite il suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, di aver ricevuto rassicurazioni da parte del Presidente del Consiglio che, peraltro, si è sincerata delle condizioni di salute del piccolo.

La nota del ministro Schillaci e il presidente Fico

Sempre oggi, il ministro della Salute Orazio e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno diffuso una nota congiunta, al termine di un colloquio già programmato, per esprimere “più sentita e sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente ricoverato al Monaldi”. Hanno altresì ribadito “il forte impegno sinergico e la collaborazione istituzionale, perché venga fatta piena chiarezza sull’accaduto”. Nel comunicato si sottolinea che, nei giorni scorsi, sono stati attivati “i poteri ispettivi e conoscitivi in capo sia al Ministero che alla Regione, per poter assumere i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze”.