Nuove emergenze
Bambini nel mirino: il 38% dei rapimenti è opera di stranieri
Il 14 febbraio scorso, all'uscita di un supermercato di Bergamo, un cittadino romeno senza fissa dimora ha cercato di rapire una bimba di 18 mesi, strappandola dalle braccia della madre. Fortunatamente il padre è riuscito a fermare l'aggressore, poi bloccato da alcuni passanti e dagli addetti alla sicurezza. La violenza del romeno ha causato alla piccola la frattura del femore. Qualche giorno prima, l'11 febbraio, una donna straniera si è presentata presso la scuola dell'infanzia comunale Guglielmo Oberdan, nel quartiere Monteverde a Roma, affermando al personale scolastico di essere una babysitter e di dover prendere una bambina di tre anni. Allarmate, le maestre hanno subito avvisato i genitori della piccola, i quali hanno dichiarato di non aver incaricato nessuno di prendere la propria figlia. Così la scuola ha avvisato la polizia, ma nel frattempo la donna si era già allontanata, facendo perdere le proprie tracce. La nonna della bambina ha poi raccontato alle Forze dell'ordine che, in precedenza, quella stessa donna, riconosciuta dall'identikit fornito da una maestra, aveva avvicinato lei e la nipotina, facendo i complimenti su quanto fosse carina la piccola e chiedendone il nome.
Questi non sono fatti isolati ma gli ennesimi tentativi di rapimento di bambini perpetrati da stranieri in Italia. Nel 2024, il 38% degli arresti e delle denunce per sequestro di persona aveva riguardato stranieri, i quali rappresentano il 9% della popolazione residente in Italia. Ripercorriamo i casi più eclatanti avvenuti negli ultimi due anni.
Davanti alla stazione di Padova, nel pomeriggio del 20 novembre scorso, un 22enne tunisino aveva cercato di rapire una bimba di un anno, dopo aver sferrato un micidiale pugno al padre. I poliziotti avevano poi bloccato il rapitore, in Italia da circa un anno, che aveva cercato di liberarsi, scalciando e colpendo con ferocia uno degli agenti. Un mese prima, vicino alla stazione di Bologna, un minorenne gambiano, ospite di un centro d'accoglienza per minori migranti non accompagnati, si era avvicinato a una famiglia italiana e aveva cercato di prelevare una bimba di pochi mesi. La piccola però era stataprovvidenzialmente assicurata dai genitori con la cintura al passeggino. A quel punto, l'africano si era dato alla fuga ma la tempestiva segnalazione alla centrale operativa della polizia aveva permesso di rintracciarlo e bloccarlo dopo pochi minuti. Nella tarda mattinata del 24 settembre scorso, una coppia di nazionalità straniera si era presentata ai cancelli di una scuola comunale dell'infanzia di Montesacro, a Roma, per prendere un bimbo prima dell'orario di chiusura, fingendosi i suoi parenti. Insospettita dalla loro identità e dal loro comportamento, la coordinatrice pedagogica aveva chiesto la documentazione prevista per il ritiro del minore, facendo così allontanare i due stranieri. Il 27 luglio del 2025, nei pressi del piazzale della Radio, a Roma, un romeno senza fissa dimora e con svariati precedenti era stato arrestato con l'accusa di tentato sequestro di persona. L'uomo aveva cercato di strappare dalle mani della madre una bambina di 7 anni, per poi inseguirle e minacciarle armato di bottiglia. Il padre e alcuni passanti erano riusciti a bloccare il romeno fino all'arrivo dei carabinieri.
Nell'ottobre del 2024, tra gli scaffali del Bricocenter di Torino, un 46enne nigeriano, già noto alle Forze dell'ordine, si era avvicinato a una famiglia, afferrando alle spalle un bambino di due anni, per poi correre fuori dal negozio. A quel punto, il padre aveva rincorso l'uomo, strappandogli dalle braccia il figlio, dopo una breve colluttazione. Il nigeriano si era spogliato dei vestiti e aveva minacciando chiunque gli passasse davanti con una bottiglia di vetro. Qualche mese prima, davanti all'istituto paritario Don Bosco di Trapani, un 26enne nigeriano si era avvicinato una giovane connazionale incinta, aggredendola e cercando di strapparle il figlio dalle braccia. Allertati dai testimoni, i carabinieri erano immediatamente intervenuti, bloccando l'immigrato. Durante la perquisizione, i militari avevano trovato nello zaino dell'aggressore un'ascia spaccalegna e un coltello di quasi 30 cm. A Ragusa, nel gennaio 2024, un 22enne guineano aveva tentato di rapire un bambino di pochi mesi tenuto in braccio dalla madre, mentre il padre stava spingendo il passeggino con l'altra figlia di tre anni. Qualche giorno prima, all'interno della stazione Termini a Roma, una donna straniera aveva tentato di rapire un bimbo di 10 anni, dopo aver scaraventato a terra e picchiato la nonna. Sempre una donna, questa volta nordafricana con cittadinanza italiana e alcuni precedenti, aveva cercato di rapire un bambino di 2 anni nella centrale piazza Gae Aulenti, a Milano. Inseguita dal padre, la rapitrice aveva lasciato andare il piccolo. A causa dell'immigrazione di massa, ormai nemmeno più le famiglie, a spasso con ipropri figli, possono sentirsi al sicuro. La propensione di questi ultimi al reato di sequestro di persone è sei volte superiore rispetto a quella degli italiani".