L'avvertimento

Gaza, terroristi nell'ospedale. Hamas minaccia Medici Senza Frontiere: "Ritiri accuse o conseguenze gravi"

Dopo le numerose segnalazioni da parte di Israele, anche Medici Senza Frontiere ha denunciato l'infiltrazione terroristica di Hamas all'interno dell'ospedale Nasser di Gaza. Nella struttura sanitaria del quartiere sud di Khan Younis, l'organizzazione umanitaria ha infatti riferito la "presenza di uomini armati e di sospetti trasferimenti di armi", annunciando successivamente la decisione di sospendere le attività essenziali nella Striscia.

Hamas non l'ha presa bene. Prima ha accusato Msf di "favorire la creazione di consenso" su possibili attacchi nella struttura e poi ha minacciato "conseguenze prevedibili e gravi" in caso di mancato ritiro delle dichiarazioni. Il gruppo terroristico non ha però negato la presenza militare nella struttura sanitaria, che ha tentato di giustificare come una forma "di garanzia del personale e dei pazienti". Gli stessi soggetti che, Msf segnala, sarebbero proprio sotto scacco di Hamas. L'esercito di Israele ha definito "importante, ma tardiva" la decisione di Medici senza frontiere, sottolineando di aver segnalato da oltre 2 anni l'uso strumentale degli ospedali.

La notizia arriva dopo che Israele ha disposto il divieto di accesso nella Striscia di Gaza a Medici Senza Frontiere a partire dal prossimo 28 febbraio, per via della mancata presentazione degli elenchi del personale locale. Un requisito necessario per tutte le organizzazioni che operano nella regione, la cui ratio è quella di evitare infiltrazioni terroristiche nelle organizzazioni in loco.