giustizia e polemiche

Gratteri, i magistrati per la Riforma: "Chieda scusa agli italiani che voteranno Sì"

Valerio Castro 

"Così parlò Nicola Gratteri, procuratore di Napoli: 'Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente'. Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno SÌ, compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi". In un post pubblicato sui canali social del Comitato nazionale "Sì Riforma" i magistrati che si stanno spendendo in prima persona per la riforma della Giustizia e il relativo Referendum costituzionale rispondono così all'uscita del procuratore capo di Napoli in un'intervista a un quotidiano calabrese. "Nessuno, lei compreso, è detentore della moralità e dell'etica pubblica. Questa presunzione di superiorità morale è francamente insopportabile. Confidiamo che, come al solito, messaggi di questo tipo spingano ancor di più gli italiani a votare per dimostrare che per esprimere il loro voto non hanno bisogno di una patente da parte vostra. Siamo tutti abbastanza grandi e informati. Grazie. Noi votiamo orgogliosamente SÌ! Questa volta il giudice sei tu. Non Gratteri", si legge nel post. 

 

E lui? Attaccato da ogni parte, non arretra di un centimetro. "Io il senso della paura l'ho superato 35 anni fa, non è con questi attacchi e con le minacce di interrogazioni parlamentari o procedimenti disciplinari che mi si mette a tacere", ha detto Gratteri, intervenendo a Piazza Pulita su LA7. "Io ho detto, e i miei interventi non possono essere parcellizzati, che a mio parere voteranno sì certamente le persone a cui questo sistema conviene - sottolinea -. Quindi tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla Magistratura e cioè 'Ndrangheta, massonerie deviata, centri di potere. Non ho detto, come strumentalmente vogliono far credere, che quelli che votano sì sono tutti appartenenti a centri di potere, sono tutti appartenenti alla 'Ndrangheta, alla massoneria deviata. Quindi chi interpreta diversamente da questo che io ho detto è in malafede e vuole, sì, alzare lo scontro". Insomma, nella pratica conferma tutto.