Nocera Inferiore

Referendum, la giudice per No insulta Donzelli. Viene scoperta e abbandona i social

Francesco Storace

Probabilmente quel giudice farebbe bene a chiarire. Perché la sua storia ha qualcosa di incredibile. Protagonisti una magistrata campana, impegnata come Gip nel tribunale di Nocera Inferiore. Una donna che decide, dunque. Con tanto di pagina Facebook con nomignolo nemmeno di tanta fantasia e fotografie in realtà a far capire di chi si tratta, anche con una certa facilità. Poi, un parlamentare da attaccare, denigrare, deridere. In questo caso Giovanni Donzelli, autorevole dirigente di Fratelli d’Italia. La signora non mira basso. Del resto, è una di quelli imparziali, come si dice. Quell’account potrebbe essere di chiunque, se non ci fossero le immagini. Eh sì, pare proprio lei quella manu Cozzi" di Fb. Chi la conosce tra Torre Annunata e Nocera Inferiore da dove proviene non a dubbi: è Manuela Cozzitorto, ed è Gip proprio a Torre. Da quelle parti un giudice dovrebbe avere molti impegni, eppure lei ha tempo da trascorrere sui social, compare davanti il video con cui Donzelli critica la presenza di esponenti del No nella sezione della Cassazione che puntava a far cambiare la data del referendum giustizia, e lei si inalbera. Il suo post - grazie al classico screenshot - lo pubblica proprio il capo dell’organizzazione di FdI: «In fin dei conti la migliore propaganda per il "No" sono loro. In sintesi Topo Gigio tilt Manu Cozzi le fin dei tomi la migliore propaganda Per il "Nd" no loro!!! In sintesi Topo Gìgio nel video conferma che con la loro riforma la magistratura "di sinistra" smettete di osteggiare il governo (volutamente lettera minuscola Grazie per la collaborazione dei Fratelli d`Italia. Tra i giudici della Corte di Cassazione, due sono di sinistra. Ascoltare per credere. Nel video conferma che con la loro riforma la magistratura "di sinistra" smetterà di osteggiare il governo (volutamente lettera minuscola)!!!».

Il che depone male su madame Cozzitorto 1) si nasconde dietro un nick fasullo; 2) pensa di deridere il parlamentare; 3) non mostra alcun rispetto verso un’altra istituzione "minuscola"; 4) afferma la volontà del "nemico" di voler impedire alla magistratura «di sinistra» di osteggiare il governo. Propaganda da sezione di partito in periferia...Non avrebbe molto senso, in questo caso, invocare la privacy: come direbbe uno di loro, trattasi di persona nota a questi uffici. Eppure, Donzelli è stato più che prudente nel denunciare il comportamento non esattamente equilibrato della magistrata in questione. E ha scritto: «Spero non sia vero. Alcuni amici campani mi stanno segnalando questa pericolosa fomentatrice di odio in rete. Non mi colpisce tanto lo stile o il tentativo di offendermi (tentativo fallito perché Topo Gigio è simpaticissimo) ma la teoria illiberale per cui compito della magistratura «di sinistra» sarebbe proprio quello di «osteggiare il governo (volutamente con la minuscola)». Spero non sia vero, come mi dicono, che tale profilo, a cui non ho accesso, corrisponderebbe ad una nota Gip che esercita a Torre Annunziata. Vorrei dire che è impossibile perché sarebbe grave, troppo grave. Eppure pare proprio così. C’è anche un telefono dell’ufficio dei Gip a Torre Annunziata, ma squilla a vuoto, ahinoi. Per fortuna che a "difenderla" arriva un compagno di Fb, Alessandro Monti, che accusa Donzelli di rovesciare addosso al profilo - non è più una persona sotto nome di cautela? - palate di delazione definendolo «fomentatrice d’odio» per il semplice fatto che esprime pensieri, anche in modo ironico ed elegante. Poffarbacco. Pure elegante. La dottoressa Cozzitorto - molto chiara anche in un video sulla lotta delle donne contro la violenza di genere, va detto - quasi 15 anni or sono non aveva cominciato male, però. Era luglio del 2013 quando - agli esordi - si sperticava nella difesa dell’imparzialità dei magistrati. Una regola, in pratica.

Lo raccontava al Corriere della Sera: «Emanela Cozzitorto è una bella trentenne di Nocera Inferiore (Salerno), fresca di tirocinio alla Corte d’Appello di Napoli: "Ho scelto di diventare magistrato per il fascino di una professione che mi riempie di entusiasmo e per la voglia di affrontare problematiche impegnative, al fine di migliorare la società. Vengo da una realtà complessa, da un territorio massacrato. Allora essere magistrato diventa una sfida per contribuire a fare qualcosa di utile"». Anche i post su Facebook? «Emanuela - continua il Corriere - non rinuncia alle unghie lunghe e smaltate di rosso; ma quali sacrifici ha compiuto per diventare magistrato? "L’investimento nello studio è stato forte, per passare il concorso rinunci a tutto, non c’è Natale e Ferragosto, vivi nell’alea quotidiana di aver investito anni per poi fallire. Pensi che non ce la farai mai. Per fortuna sono passata al primo colpo. Ma nel frattempo ho compiuto una esperienza lavorativa, alla Kpmg, come avvocato amministrativista". Emanuela racconta di essere stata "a lungo combattuta nella scelta di carriera tra funzione giudicante e funzione requirente". Poi alla fine la scelta della magistratura giudicante: "Il magistrato deve essere imparziale. Ma allo stesso tempo può e deve avere una passione civile: quando si finisce di scrivere una sentenza non si chiude la porta e ci si svaga, si sa di incidere sulla vita di qualcuno"». Beh, si, lei vuole incidere sulla vita di molti, sembra di capire. E attacca di brutto. Sicura che la sua sia solo passione civile e non politica? Una smentita, o la cancellazione del post, o un ripensamento sullo stesso, sarebbero graditi a tutti. Sorpresa: ha davvero mollato i social. Per ora ha separato la carriera da giudice da quella di influencer mancato...