La rete della violenza
Anarchici, nuove minacce: "Sabotaggi e fuoco alle Olimpiadi"
«Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce». A distanza di tre giorni dagli scontri di Milano, gli anarchici rilanciano la lotta contro le Olimpiadi e contro il governo. In un lungo post dal titolo «Chi sabota è nemico dell’Italia», pubblicato ieri su un sito d’area, partono dal sabotaggio delle linee ferroviarie, avvenuto proprio la mattina di sabato. Raccontano l’episodio e lo mettono in relazione a quanto accaduto in Francia nel 2024 in occasione delle Olimpiadi di Parigi, quando il giorno dell’inaugurazione dei Giochi furono sabotate le linee della Tgv. Stesse modalità e identiche motivazioni: la «militarizzazione completa della città» in occasione dell’evento (Parigi nel 2024 e Milano per l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali 2026), e la promulgazione di pacchetti sicurezza a ridosso degli eventi in entrambi i casi. Un confronto che potrebbe essere letto come una rivendicazione visto che, nel testo, viene pubblicata anche quella che fecero gli anarchici dopo l’attacco alle linee ferroviarie francesi. Ma è alla fine del lungo testo che viene lanciata l’ennesima minaccia. Le manifestazioni e gli scontri con le forze dell’ordine non bastano, serve qualcosa di più: «Inizia a non essere più ignorabile l’inefficacia delle modalità di scontro di piazza diretto portate avanti negli ultimi mesi e anni in tutto il territorio - si legge -. Pare dunque necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell’autodifesa e del sabotaggio per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro».
Quindi, «fuoco alle olimpiadi e a chi le produce». «Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chili difende - scrive su X il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a proposito della rivendicazione - Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende». E mentre Milano-Cortina è il bersaglio degli antagonisti, Askatasuna annuncia le prossime manifestazioni di protesta per continuare a «portare in piazza l'opposizione sociale al governo e contro le guerre». Saranno a Livorno il 21 e 22 febbraio e poi a Roma con una nuova manifestazione prevista per il 28 marzo. Perché il 31 gennaio è stato «un passaggio per costruire a livello collettivo e soprattutto popolare l’opposizione al governo da parte di tutte le realtà che lottano a livello nazionale per la casa, il lavoro, il welfare, i diritti, la formazione, la difesa dei territori. Quindi, i prossimi appuntamenti andranno in continuità con l'esigenza di costruire un confronto che parta dalle modalità che si sono date con il blocchiamo tutto e che possono essere fruttuose anche per i prossimi appuntamenti». E mentre anarchici e militanti di Askatasuna annunciano nuove azioni, le indagini per gli scontri di Milano non sono ancora chiuse. La Digos ha già notificato sei denunce, ma il lavoro investigativo prosegue su un fronte più ampio. Al setaccio finiscono centinaia di video e fotografie, raccolti tra riprese ufficiali e materiale circolato sui social, per risalire ad altri eventuali protagonisti delle violenze. Sul tavolo ci sono ulteriori ipotesi di reato, dal travisamento alla partecipazione a manifestazione non autorizzata, fino al lancio di oggetti atti a offendere e alle lesioni provocate a un agente durante le fasi più dure degli scontri. Al momento non viene indicata una cabina di regia unica, ma gli investigatori parlano di dinamiche tutt’altro che casuali riconducibile a gruppi antagonisti legati a realtà dei centri sociali di Milano e Torino.