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Olimpiadi, Milano blindata: tremila telecamere. Antagonisti e ProPal provano a rovinare la festa

Foto: LaPresse

Tommaso Manni
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Le parole d’ordine sono "safety" e "security". È lo slogan che circola fra i funzionari della Prefettura di Milano quando ieri mattina, dopo un rodaggio di settimane, si mette in moto la macchina della sicurezza per Milano-Cortina. Mentre il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, si concede una visita alla Pinacoteca di Brera, su Milano si accendono 3 mila le telecamere puntate su San Siro, il Pala Italia, Assago e il forum.

Seguono il percorso della fiamma olimpica che, da via Pirelli alla Bicocca, attraversa la città fino al Meazza e all’Arco della Pace per l'accensione del braciere a cinque cerchi.

Ogni fotogramma viene trasmesso passa sotto la lente del "grande occhio", dove lavorano contemporaneamente 50 fra agenti e personale, sia civile che militare. Il modello è quello utilizzato per Expo, il raduno degli Alpini a Milano e la visita del Papa in città. Nella SOI, collegata alla propria omologa internazionale (SOIO), istituita dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, e a quella della Questura di via Fatebenefratelli, lavorano 7 su 7 e h24 decine di militari, impiegati del Comune di Milano, vigili del fuoco, ATS, gestori del trasporto pubblico locale e ferroviario.

 

C’è persino l’Aeronautica. All’Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (Enac) viene inoltrata la richiesta di emettere un "notice" per divieto di sorvolo, come prevede il codice di navigazione per particolari esigenze di sicurezza. La sicurezza del "day one" dei Giochi è incentrata sul percorso della fiaccola, gli incontri istituzionali e le fasi di afflusso e deflusso dallo stadio di Milano, con una serie di "setting" orari per la cerimonia inaugurale. "Safety and security" ribadiscono i funzionari di Palazzo Diotti, sede della Prefettura di Milano, chiamati a coordinare le attività in loco in stretto contatto con la Fondazione Milano Cortina, ente organizzatore dei Giochi. Che al suo interno ospita il TOC (Technology Operation Center).

Luisa Massaro, commissario capo della polizia postale, corpo che per garantire la "cybersicurezza" dell’evento olimpico dispiega uomini e forze provenienti da svariati reparti, come il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaip), il Computer emergency response team (Cert) del Viminale e i Centri operativi per la sicurezza cibernetica (Cosc), per il «cuore pulsante delle attività». Fra queste «il monitoraggio del web» e delle fonti aperte. L’obiettivo è intercettare, sin dal principio, ogni iniziativa di matrice eversivo-terroristica, nonché proteggere quelle infrastrutture ritenute critiche. Parole attuali nel giorno in cui il collettivo di hacker filo russi, che si riunisce sotto la sigla di NoName057(16), rivendica attacchi all'ecosistema Milano-Cortina e ai portali web dedicati all’hospitality, incluso il sito ufficiale per il ticketing, oltre che alcuni degli sponsor dei giochi. In quella che appare una vera e propria campagna, sotto attacco ci finiscono anche i comitati olimpici e federazioni europee di Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Finlandia, Paesi Bassi, Slovacchia e due emittenti pubbliche tedesche.

A tutto ciò, poi, bisogna aggiungere la mobilitazione, prevista nel primo pomeriggio. Sotto l’insegna del Comitato insostenibili olimpiadi, alle 15,00, si ritroveranno collettivi studenteschi, centri sociali, ma anche antagonisti e Pro Pal. Massima allerta, dopo i fatti di Torino dunque, per il corteo che partirà da piazza Medaglie d’Oro, distante appena un chilometro e mezzo dal villaggio olimpico. Le proteste non sono mancate neanche nel giorno inaugurale della rassegna a cinque cerchi. Occupato il Palasharp e corteo al Politecnico contro l’Ice.

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