Roma
San Lorenzo in Lucina, cancellato il volto della Meloni. "Me lo ha detto il Vaticano"
Il giallo sul presunto volto raffigurante Giorgia Meloni apparso qualche giorno fa in un affresco all’interno della Chiesa di San Lorenzo in Lucina ha avuto un epilogo a dir poco grottesco. Ieri, infatti, il volto di quell’angelo che per molti era quello della premier è stato rimosso, lasciando l’ormai celeberrimo cherubino barbaramente sfigurato e senza che sia ancora chiaro il futuro di quell’opera che fino a una settimana fa nessuno conosceva. Un’opera talmente ignota che, a quanto sembra, nemmeno Daniele Micheletti, parroco di San Lorenzo in Lucina, è in grado di produrre il bozzetto originario dell’opera recentemente restaurata dal pittore Bruno Valentinetti. Don Micheletti, interrogato ieri sul perché il dipinto sia stato cancellato con tanta fretta senza che si abbia contezza di come ripristinare la versione preesistente, ha affermato di averlo fatto rimuovere «perché qui ormai è una processione di gente, non si può andare avanti così, questa non era una situazione che poteva andare avanti ancora giorni e giorni». Il parroco ha inoltre aggiunto di aver «sempre detto che se il dipinto fosse risultato divisivo e avesse fatto scandalo sarebbe stato sostituito». Parole che non collimano con la versione data dal restauratore Valentinetti, che ha invece affermato di aver ricevuto «ordine dal Vaticano» di rimuovere il volto del cherubino. Dal Vicariato è stata diffusa una nota in cui si afferma che «l’opera presentava fisionomie non conformi all’iconografia originale e al contesto sacro» e perciò è stato chiesto di provvedere «al ripristino dei tratti originari del volto, nell’esclusivo interesse del luogo di culto e della funzione spirituale». Quali siano questi tratti originali resta però un mistero, almeno a sentire le dichiarazioni di alcuni soggetti coinvolti.
Don Micheletti, infatti, ha detto di essere in attesa che la Soprintendenza di Roma «ci mandi il materiale e il dipinto tornerà com’era; purtroppo tra le varie parti non sappiamo com’era quell’angelo originariamente». Di contro, però, il Soprintendente Daniela Porro, su incarico del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha fatto sapere che per il ripristino dell’opera com’era precedentemente al restauro «è necessaria una richiesta al fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno, proprietario dell’immobile, e al Vicariato di Roma con accluso il bozzetto dell’immagine». Sembrerebbe quindi che nessuno sappia come fosse stato realizzato in precedenza quel dipinto e che sembianze avesse il famigerato cherubino prima del restauro compiuto dal Valentini. A sorprendere tutti è stato però il seguitissimo account Instagram di “Roma Aeterna” che ha postato l’immagine dell’affresco così com’era prima del restauro. A questo punto non resta che capire chi abbia il misterioso bozzetto dell’opera originale, così da poter mettere finalmente la parola fine alla grottesca vicenda.