askatasuna

Cercano il morto: due ore di guerriglia rossa a Torino, martellate al poliziotto a terra

Il tuo browser non supporta il tag iframe

Sono stati avvistati vicino alla sede del centro sociale sgomberato mentre il corteo era in partenza. Poi, quando la manifestazione è arrivata nei pressi di largo Rivella e ha girato lungo Corso Regina Margherita per raggiungere la sede di Askatasuna, hanno dato il via alla guerriglia con petardi e bombe carta lanciati contro le forze dell’ordine.
In risposta, gli agenti hanno usato lacrimogeni e idranti.

Un gruppo di incappucciati e con maschere antigas, pare riconducibile all'area anarchica e antagonista, è tra i responsabili dei disordini di ieri pomeriggio a Torino, durante il corteo organizzato a un mese dallo sgombero del centro sociale, che ha visto dare alle fiamme anche una camionetta della polizia. Un pomeriggio infernale durante il quale gli antagonisti, armati di spranghe, pietre, razzi artigianali e petardi, hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell'ordine.

Lungo il percorso i manifestanti hanno divelto cartelloni segnaletici e lanciato sedie dei locali. Almeno due manifestanti sono stati portati via dalle forze dell’ordine durante la guerriglia, che è arrivata anche dietro il campus universitario Einaudi con in blitz degli autonomi.

La polizia ha riposto con una carica di alleggerimento ma il lancio di oggetti è proseguito. L’aria su Corso Regina Margherita è diventata irrespirabile al punto che gran parte dei manifestanti ha lasciato il corteo nei pressi della ex sede del centro sociale. Dopo oltre un’ora di scontri, si segnalavano i primi feriti tra agenti e manifestanti. Alla fine il bilancio è di 18 feriti 1 tra manifestanti e forze dell’ordine. Diversi i fermi, oltre a danni e devastazioni. Particolarmente violenta poi l’aggressione a un poliziotto da parte di un gruppo di manifestanti, ripresa e diffusa in un video sui social. In città sono arrivati migliaia di attivisti da tutta Italia. Una mobilitazione che ha portato in piazza circa 25 mila persone e un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. La protesta si è articolata in tre tronconi, partiti da Porta Susa, Porta Nuova e Palazzo Nuovo, sede universitaria occupata nei giorni precedenti. Nel primo pomeriggio i tre spezzoni hanno iniziato a muoversi quasi in contemporanea. A Porta Susa alcune centinaia di manifestanti si sono radunate davanti alla ex stazione ferroviaria, dove attivisti si sono arrampicati su transenne e ponteggi per esporre lo striscione «Askatasuna vuol dire libertà».

Presenti sigle sindacali come Cobas e Usb, oltre a collettivi studenteschi. Da Porta Nuova è partito un secondo corteo con bandiere palestinesi, slogan pro-Pal e cartelli legati all’inchiesta sui fondi ad Hamas, affiancati da bandiere No Tav, associazioni per il Kurdistan e movimenti transfemministi. Il terzo spezzone ha preso le mosse da Palazzo Nuovo, occupato da tre giorni, con universitari e realtà del quartiere Vanchiglia. I due tronconi di Porta Susa e Porta Nuova si sono poi ricongiunti, dirigendosi verso il Po per unirsi al corteo partito dall’ateneo. Gli organizzatori hanno parlato di decine di migliaia di presenze, mentre le stime delle forze dell’ordine indicano circa 15 mila partecipanti. Il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato fin dalle prime ore della giornata. La Questura ha intensificato i controlli su strade, autostrade, treni, aeroporti e valichi di frontiera.

Nella giornata precedente e nella mattinata di ieri sono state identificate oltre 740 persone, controllati più di 230 veicoli e quattro voli aerei. Dieci manifestanti sono stati accompagnati in ufficio perché trovati in possesso di maschere antigas, passamontagna e oggetti atti al travisamento. In un caso sono stati rinvenuti una grossa chiave inglese e un coltello.

Sequestrate anche bombolette spray e bastoni. Al momento risultano emessi 24 fogli di via con divieto di ritorno a Torino, dieci avvisi orali e sette provvedimenti di allontanamento urbano. Non è bastato però ad evitare due ore di folle guerriglia.

Francesca Musacchio