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Poliziotto preso a picconate dai "pacifici" pro Askatasuna: il video choc
Un poliziotto preso a picconate. Non c'è ragione di tanta violenza per protestare contro la chiusura del centro sociale Askatasuna. Eppure è accaduto nel bel mezzo del corteo degli Antagonisti a Torino che quel centro lo vogliono riaprire, anche se occupava illegalmente locali pubblici. Per sfogare la rabbia un gruppo di ragazzotti nerovestiti ha circondato un agente, lo ha spinto a terra, gli ha strappato il casco e ha iniziato a prenderlo a calci. L'agente si è rifugiato dietro una macchina, cercando di proteggersi la testa con le mani. Inutile, i "pacifici" manifestanti gli sono andati addosso. Ancora calci, pugni e poi è saltato fuori il piccone. Altri poliziotti sono giunti in soccorso, hanno cercato di tirarlo via dal branco. Ma gli assalitori hanno continuato finché un agente con lo scudo non ha riparato il collega e lo ha portato in salvo. Mentre qualche strada più in là i sempre pacifici manifestanti hanno lanciato decine di razzi e materiale pirotecnico contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e getti d'acqua sparati dagli idranti montati sui camion per disperdere i facinorosi. Tra questi, tutti giovani e a quanto pare avvezzi alla guerriglia urbana, si sono notate alcune ragazze. Capelli lunghi, kefiah al collo e tanta voglia di lanciare sassi e qualsiasi cosa capitasse contro i poliziotti. Il nemico sono loro, lo Stato. non l'illegalità sembra di capire guardando i tanti video postati in diretta sui social network. Non manca neppure il blindato della polizia catturato dagli Antagonisti e dato alle fiamme. Una trentina I feriti, tra forze dell'ordine e manifestanti, e dieci gli arresti. Il poliziotto preso a picconate è finito al pronto soccorso, fortunatamente non è in gravi condizioni nonostante abbia riportato contusioni su tutto il corpo e un profondo taglio sulla coscia sinistra, suturato dai chirurghi. Molinette, Gradenigo, Cto e Giovanni Bosco hanno curato i feriti di quella che doveva essere una manifestazione pacifica e che, invece, si è trasformata in una battaglia senza esclusione di colpi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiedergli di trasmettere la propria solidarietà al poliziotto aggredito dal branco e a tutti gli agenti rimasti feriti.
'È scandaloso e inaccettabile che alcuni soggetti abbiano preteso di trasformare l'illegalità in una condizione normale, addirittura rivendicata come diritto politico. Quello che ruota attorno ad Askatasuna non è dissenso, ma una chiamata esplicita alla rivolta alimentata da chi arriva da altre regioni e persino dall'estero, come dimostra la presenza di militanti provenienti anche dalla Francia e intercettati grazie all'attività preventiva", dichiara Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp. "Non si tratta di manifestazioni spontanee, ma di azioni organizzate, con passamontagna, materiali atti a offendere e una strategia precisa di tensione. Chi parla di protesta pacifica mente sapendo di mentire: qui siamo di fronte a un modello di illegalità strutturata, che usa l'occupazione abusiva, la violenza e l'intimidazione come strumento politico. Restituire legalità e sicurezza ai territori significa avere il coraggio di sgomberare luoghi simbolo dell'illegalità come Askatasuna, senza ambiguità e senza tentennamenti, perché ogni esitazione dello Stato viene letta come una resa''.