Corteo Askatasuna

Poliziotti aggrediti, Meloni: "Lo Stato non arretra di fronte alla violenza dei finti rivoluzionari"

Francesca Mariani

"Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere". Lo scrive in un post su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo le violenze durante il corteo a Torino contro lo sgombero di Askatasuna. "Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all'impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile". "Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l'autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili", afferma il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti - aggiunge Piantedosi - Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno 'compresi' ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta''.

"Quanto sta avvenendo a Torino non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Siamo di fronte a episodi di violenza organizzata contro lo Stato e contro le forze dell'ordine, che lavorano per garantire sicurezza e legalità. Attaccare agenti con bombe carta, pietre e incendi significa porsi deliberatamente fuori dal perimetro democratico", dichiara il sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco. ''Accanto alla responsabilità penale di chi compie questi atti, esiste una responsabilità politica e istituzionale di chi incoraggia, legittima o tollera contesti e iniziative in cui la violenza è annunciata e finisce per alimentare un clima pericoloso. Lo Stato non arretra e risponderà con fermezza, applicando tutte le norme previste per la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini contro chi devasta strade, incendia beni dei cittadini e aggredisce agenti''.

Sugli scontri al corteo dei pro Askatasuna è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: "Condanno la violenza perpetrata a Torino da numerosi delinquenti contro gli agenti delle forze dell'ordine e una troupe della Rai. Quanto successo è estremamente grave e mi auguro che i responsabili vengano prontamente individuati. Ai feriti giungano i migliori auguri di pronta guarigione". "Una banda di delinquenti ha aggredito barbaramente un poliziotto, assaltato le forze dell'ordine e messo a soqquadro una città. Solidarietà a chi difende la nostra sicurezza. Nessuna tolleranza per questi eversori dell'ordine pubblico", sottolinea il Ministro dell'istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

"Ancora una volta per colpa di Askatasuna e il resto della feccia dei centri sociali abbiamo esponenti delle forze dell'ordine feriti a Torino. Questi criminali vanno messi all'angolo", sostiene il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Portano violenza, vogliono occupare sedi, sono i fautori dell'illegalità protetta e promossa dalle sinistre di ogni tipo. Ognuno può manifestare le proprie idee, in maniera ordinata e rispettando i diritti altrui. Questi centri sociali rappresentano una presenza nefasta e non è più tollerabile che le forze dell'ordine debbano subire violenze da costoro. Chi deve fiancheggiare questa gente sa che si mette dalla parte del terrore e dell'anti-Stato". E, alla fine della battaglia che ha devastato Torino, in serata, non potendo fare altro, anche la leader del Partito Democratico Elly Schlein, il presidente dei Cinquestelle Giuseppe Conte e il coordinatore di Avs Nicola Fratoianni si sbarcano e condannano le violenze contro le forze dell'ordine.