Il documento
Garante per l'infanzia: “Prelevamento dei minori, facciamo il punto”
Un documento per rimettere dei paletti sugli allontanamenti dei minori dalle famiglie e chiarire quando il prelevamento può davvero essere giustificato. È questo il senso della conferenza di ieri a Roma presso l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, guidata da Maria Terragni con il testo "Prelevamento dei minori, facciamo il punto". L'allontanamento deve tornare a essere una misura eccezionale, limitata ai casi di grave e imminente pericolo per il bambino, come previsto dall’articolo 403 del Codice civile. Una soglia che nella pratica viene spesso superata, soprattutto nei procedimenti segnati da conflitti tra genitori, con il rischio di trasformare il collocamento fuori famiglia in una risposta ordinaria a situazioni che richiederebbero interventi mirati. Il documento nasce anche alla luce di recenti casi finiti sotto i riflettori mediatici.
La Garante punta a fare chiarezza; dal ruolo dei servizi sociali all’ascolto diretto del minore da parte del giudice, indicato come un diritto fondamentale e non come un passaggio facoltativo. Viene ribadito anche che il coinvolgimento delle forze dell’ordine nei prelevamenti, che, in presenza di resistenza del minore l’operazione deve essere subito sospesa.
Nel quadro tracciato emergono anche i numeri del sistema. Nel 2024 circa 25 mila minori risultavano accolti in strutture residenziali, a fronte di poco più di 16 mila inseriti in percorsi di affido familiare, con un costo rilevante per la spesa pubblica. Dati che rafforzano la necessità di investire sul sostegno alle famiglie per evitare separazioni non strettamente necessarie. Il cuore della giornata non è l’annuncio di una riforma immediata, ma una presa di posizione istituzionale netta, l’allontanamento non può diventare una scorciatoia nei conflitti degli adulti. L'obiettivo è dichiarato, la massima attenzione per la vita e il futuro del bambino.