Sale la tensione
Tajani:"Pasdaran terroristi" e Teheran convoca ambasciatrice. Sale tensione con USA
Sale la tensione a Teheran, dopo che la portaerei USS Abraham Lincoln è arrivata in Medio Oriente "per promuovere la sicurezza e la stabilità regionale" come affermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti. In queste ore, report di intelligence giunti sulla scrivania di Trump avrebbero confermato alla Casa Bianca la profonda debolezza del regime Ayatollah: la più importante dalla Rivoluzione islamica dal 1979 a oggi. Le recenti proteste, scoppiate fra dicembre e gennaio, avrebbero infatti scosso fortemente il regime anche nelle regioni roccaforte della Guida Suprema Alì Khamenei. Uno scenario su cui è presto calata l'attenzione mondiale, nonostante fonti in loco parlino di "mattanza inimmaginabile" che, secondo quanto riportato da due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano al Time, oscilla attorno alle 30mila vittime. Lo scorso 14 gennaio, dopo le minacce interventiste di Trump in risposta alla repressione del regime e la conseguente chiusura dello spazio aereo iraniano, l'attacco pare aver subito una frenata sia per le frizioni interne tra i consiglieri a Washington sull'oggetto dello strike sia per le richieste del premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Dopo quasi due settimane di apparente stand-by, la situazione torna a muoversi. Gli Stati Uniti continuano a rafforzare la presenza militare nella regione con un aumento di mezzi navali e aerei, mentre due giorni fa in Iran è stato emesso un NOTAM (Notice to AirMan, ndr) valido per tre mesi che riduce il traffico aereo locale: vietati voli privati, aviazione leggera, elicotteri civili non autorizzati e traffico non essenziale. Davanti all'ipotesi di conflitto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato per via telefonica con il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman, avvertendolo che "le operazioni psicologiche degli americani mirano a interrompere la sicurezza della regione e non otterranno altro che instabilità. L'unità e la coesione dei Paesi islamici possono garantire sicurezza, stabilità e pace durature nella regione".
In fermento anche il fronte europeo, nello specifico quello italiano. Il ministro degli Esteri Tajani ha annunciato che giovedì proporrà l'inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche, promettendo anche sanzioni mirate verso i responsabili della repressione. Il regime ha quindi convocato l'ambasciatrice italiana, Paola Amadei, per contestare le "dichiarazioni irresponsabili del ministro degli Esteri italiano", avvertire su "conseguenze dannose" e invitare a rivedere l'approccio. "È ovvio che loro non sono d'accordo. Il problema è che non è colpa nostra se c'è stata una carneficina in Iran, dove l'opposizione che era in piazza è stata massacrata. Ci sono state migliaia e migliaia di morti, non so qual è la cifra esatta" ha commentato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che poi ha aggiunto:" Non abbiamo mai chiuso l'ambasciata a Teheran ma, per prudenza, essendoci una situazione di grande tensione stiamo facendo rientrare il personale non necessario per garantire la loro sicurezza".
Lo scenario internazionale è sempre più teso. Perfino il celebre Orologio dell'Apocalisse (Doomsday Clock) del Bulletin of the atomic scientists, che simbolicamente segna il tempo mancante alla fine del mondo, ha spostato le lancette in avanti: da 89 a 85 secondi alla mezzanotte, intesa come la catastrofe globale. Un simbolo pop, goliardico, che però rappresenta la preoccupazione di chiunque oggi apre i notiziari.