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"Come il CLN con i nazisti", il piano dei neocomunisti per "cacciare Meloni"
Scioperi, presidii coordinati e iniziative di piazza: il Carc, il Partito dei comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, si prepara a “cacciare il governo Meloni” e “bloccare tutto”. Toni da rivoluzione e da insurrezione, sempre più alti passo dopo passo in un documento apparso sul sito degli antagonisti che sta facendo molto discutere.
Delegittimazione dell’esecutivo a guida Giorgia Meloni, la costruzione di un nuovo ordine politico basato su “un blocco politico e sociale” incaricato di governare il paese. I neocomunisti del “movimento operaio e popolare”, del “movimento antagonista” e del “movimento comunista” sarebbero pronti a tutto per quello che nelle loro intenzioni dovrebbe essere il nuovo “governo popolare di liberazione”.
Cortei contro la Nato, manifestazioni pro Askatasuna – il centro sociale torinese sgomberato di recente – e mobilitazioni contro il riarmo: sarebbero queste le azioni dei Carc pianificate per il mese prossimo. Ma non solo, secondo il documento pubblicato ci sarebbe anche tanto altro.
Come ricostruito da Il Giornale, infatti, i collettivi antagonisti hanno usato toni da guerriglia e da anni di piombo per parlare delle loro prossime mosse. "Azienda per azienda, scuola per scuola, territorio per territorio, quartiere per quartiere" la loro mobilitazione sarà capillare e per spiegare i motivi che li spingerebbero ad intervenire, una chiosa tutt’altro che attuale: "Così operava il Cln durante la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Lo abbiamo fatto una volta, possiamo farlo ancora".
Meloni quindi nel mirino della lotta di piazza. Ma che il premier non sia il solo bersaglio dei Carc, lo evidenzia anche il dissenso del collettivo verso chi si opponga alle loro scelte. Un esempio? Un concerto annunciato in favore di Askatasuna a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino, ma non autorizzato dalla rettrice dell’ateneo piemontese.
Al no della responsabile che ha anche chiuso l’università per questioni di sicurezza, è seguita una nota durissima del Cua, Collettivo universitario autonomo che ha definito la scelta della rettrice: "un comportamento vigliacco, autoritario e inutilmente allarmista, che succube delle intimidazioni della questura cerca in ogni modo di montare casi mediatici dal nulla ed esercitare la propria influenza su tutte le emanazioni istituzionali della città".