Garlasco
Garlasco, si stringe il cerchio intorno a Sempio? Ascoltati gli ex compagni di scuola
Si restringe il perimetro dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. La procura di Pavia, che da mesi ha riacceso i riflettori sull’omicidio di Chiara Poggi, sta approfondendo la posizione di Andrea Sempio, amico storico del fratello della vittima, non solo sul fronte genetico ma anche attraverso una fitta attività di riscontri testimoniali. Negli ultimi giorni almeno cinque ex compagni di scuola di Sempio sono stati ascoltati come persone informate sui fatti. Un passaggio investigativo ritenuto cruciale per ricostruire la rete di amicizie frequentata dal giovane nel 2007, all’epoca dell’omicidio, e per chiarire se gravitasse attorno a una o più comitive, con chi trascorresse abitualmente il tempo e quali fossero le sue frequentazioni più assidue. Ma le domande rivolte ai testimoni non si sarebbero limitate alla mappa delle relazioni personali. Al centro degli interrogatori anche un video inedito, emerso a fine dicembre, che ritrae Sempio all’interno di un edificio scolastico. Secondo alcune consulenze di parte, il filmato sarebbe stato scaricato sul computer di Chiara Poggi nel luglio 2007 e visionato dalla ragazza il 10 agosto, tre giorni prima di essere uccisa, quando il pc risulta essere stato acceso. Un’ipotesi che la difesa della famiglia Poggi respinge con decisione e che resta, al momento, tutta da verificare.
Il cuore dell’indagine, però, rimane il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima. Dal verbale secretato dell’incidente probatorio, conclusosi il 18 dicembre scorso, emergono elementi destinati a far discutere. La genetista nominata dal tribunale, Denise Albani, ha evidenziato in aula i limiti dell’analisi: il profilo genetico è definito “parziale, incompleto e non consolidato”, dunque caratterizzato da un basso grado di affidabilità. Albani ha inoltre spiegato di aver interpretato quei dati in modo diverso rispetto alla lettura effettuata nel 2014 dal professor De Stefano. Sulla base degli stessi dati trattati all’epoca – allora giudicati non utilizzabili – l’analisi odierna includerebbe Andrea Sempio ed escluderebbe Alberto Stasi. Un punto che assume un peso particolare se si considera che proprio nel processo d’appello bis del 2014, dopo due assoluzioni con formula piena, Stasi fu condannato in via definitiva. Significativo anche uno scambio avvenuto durante l’udienza: alla domanda del pubblico ministero se la “sostanza” del Dna fosse cambiata rispetto al 2014, la genetista ha risposto negativamente. Nulla è mutato, dunque, nei dati scientifici. Albani ha lasciato intendere che una lettura alternativa, come quella attuale, sarebbe stata possibile già allora, quando Sempio non figurava tra i sospettati. Secondo questa impostazione, Stasi avrebbe potuto essere escluso già dodici anni fa.
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Sul fronte difensivo, l’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, ha confermato di essere a conoscenza delle nuove audizioni. Intervenendo a “Ignoto X”, il programma di cronaca del TgLa7, ha sottolineato come la difesa non tema l’accertamento della verità e ha rivelato di aver già invitato il proprio assistito a evitare qualsiasi contatto con ex amici e compagni di classe, proprio in vista di possibili convocazioni. Un’inchiesta che resta delicatissima e che, secondo ambienti giudiziari, dovrebbe avviarsi verso una fase conclusiva nei prossimi mesi. Ma i nodi lasciati irrisolti dal passato – tra genetica, interpretazioni scientifiche e piste rimaste in ombra – continuano a pesare come macigni su uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi vent’anni.