basta violenza
Stadi, stretta del Viminale dopo gli scontri tra ultras: tutte le misure per fermare la violenza
Telecamere a ogni tornello, curve da diecimila posti, “control room” per monitorare gli spettatori e nuovi protocolli antincendio. Il Viminale detta la linea per la sicurezza degli stadi italiani in vista degli Europei di calcio del 2032. A pochi mesi dalla scadenza fissata dalla Uefa, prevista per ottobre 2026, il ministero dell’Interno, in concerto con quello dello Sport, ha emanato un decreto che ridefinisce criteri tecnici e organizzativi per la gestione degli impianti sportivi, come riportato in anteprima da “Il Messaggero”. Il documento interviene in deroga alle procedure ordinarie e rappresenta un passo obbligato per garantire sicurezza, accessibilità e funzionalità degli stadi candidati ad ospitare le partite dell’Europeo. Tra i dieci impianti in corsa – da San Siro a Milano all’Olimpico di Roma, dall’Artemio Franchi di Firenze al Diego Armando Maradona di Napoli – tutti dovranno adottare misure avanzate di videosorveglianza.
Gli stadi con capienza superiore a diecimila spettatori dovranno dotarsi di “control room”, centri operativi dotati di circuiti chiusi televisivi per monitorare costantemente l’area spettatori e le zone di servizio. Queste postazioni consentiranno di osservare sia il quadro generale sia i dettagli dei singoli settori, assicurando la riconoscibilità dei volti anche nelle partite serali. La copertura dovrà estendersi a tutte le vie di accesso e di deflusso e il prefetto potrà estendere l’uso di questi dispositivi anche ad altri impianti se ritenuto necessario. A completare la sorveglianza ci sarà un sistema di telecamere obbligatorie su ogni tornello, che riprenderanno i volti degli spettatori al momento dell’ingresso, idealmente sincronizzate con la lettura del biglietto. Questa combinazione di tecnologia e controllo operativo punta a ridurre al minimo i rischi di incidenti o comportamenti violenti. Al centro del nuovo modello di gestione c’è il Gruppo Operativo Sicurezza (GOS), coordinato da un funzionario di polizia designato dal questore. Il gruppo comprenderà rappresentanti dei vigili del fuoco, responsabili della sicurezza e pronto intervento per lo stadio, personale del servizio sanitario, della polizia locale ed eventualmente della squadra ospite. Ogni evento dovrà essere accompagnato da un “piano per la sicurezza” dettagliato, approvato dalla Commissione provinciale di vigilanza, che stabilirà procedure per emergenze, flussi di spettatori e gestione delle criticità.
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Il decreto impone limiti precisi alla capienza: ogni settore non potrà superare diecimila posti, comprendendo sia sedute sia spazi in piedi dove previsti, senza considerare le vie di smistamento, che dovranno restare libere. L’obiettivo è garantire comfort e accessibilità, con la possibilità di realizzare separazioni interne tra gruppi di tifosi e sistemi per impedire il contatto tra supporter di squadre diverse. Particolare attenzione è riservata agli spettatori con disabilità: ogni settore dovrà prevedere posti riservati per persone in sedia a rotelle e servizi di assistenza dedicati. Ogni diecimila spettatori, inoltre, dovrà essere presente un punto di pronto soccorso dotato di lavabo, telefono, acqua potabile, lettino e due sgabelli. Il decreto aggiorna anche le norme antincendio: dall’illuminazione di emergenza alla rilevazione automatica dei focolai, fino alla definizione dei materiali da utilizzare. Per garantire la sicurezza permanente ogni impianto con oltre dieci anni di vita sarà sottoposto a verifiche periodiche dell’idoneità statica. In questo modo, la protezione degli spettatori non dipenderà solo dai singoli eventi, ma sarà un requisito strutturale dell’edificio. Pur concentrandosi sugli Europei del 2032, le regole non si limitano al calcio. Gli stadi potranno ospitare eventi non sportivi, a condizione di rispettare le destinazioni e le condizioni d’uso delle varie zone dell’impianto. Si apre così la possibilità di sfruttare gli impianti per concerti, spettacoli e manifestazioni, sempre garantendo sicurezza e accessibilità. L’Italia, insieme alla Turchia, sarà sede degli Europei del 2032, e i dieci stadi in corsa avranno ora il compito di adeguarsi alle nuove regole. Da San Siro all’Olimpico, dall’Artemio Franchi al Diego Armando Maradona, ogni impianto dovrà combinare sicurezza, tecnologia, comfort e accessibilità per conquistare l’idoneità a ospitare le partite del torneo continentale.