gialli e inchieste

Garlasco, scintille a Quarta Repubblica: "Il movente? Nell'altro computer..."

Pina Sereni

A Quarta Repubblica, il programma condotto da Nicola Porro su Rete 4, si parla del caso di Garlasco e in particolare della consulenza di parte chiesta dalla famiglia di Chiara Poggi sulle attività al computer di Alberto Stasi. Secondo la consulenza, Chiara Poggi, prima di morire, avrebbe visionato il contenuto di alcune cartelle sul computer del fidanzato. I consulenti hanno detto di aver creato una "super cronologia" grazie a nuovi strumenti informatici in cui emerge un dato: Chiara la sera dell 12 agosto 2007 ha aperto la cartella "militare/nuova cartella", quella con immagini per adulti. Tuttavia la vittima in quei minuti visiona anche altre cartelle e su quella "militare" ci resta pochi secondi. 

 

Francesco Compagna, avvocato dei Poggi, osserva che "siamo in un contesto un po' paradossale, perchè Alberto Stasi è già stato condannato. C'è un'indagine nei confronti di altre persone (Andrea Sempio, ndr), forse in concorso o forse no, per cui anche questo diciamo avrebbe un suo rilievo. In questa situazione così anomala, in cui si svolge un incidente probatorio a cui partecipa Stasi, come se fosse parte anche lui di questo procedimento, quindi c'è a latere una campagna mediatica molto forte che a tratti è una vera e propria campagna disinformazione". Per questo è stata affidata questa consulenza, spiega l'avvocato che si dice certo dell'innocenza di Sempio. 

 

Insomma, per la famiglia Poggi la verità su Garlasco è quella processuale. Un possibile movente dell'omicidio sarebbe legato alla scoperta da parte di Chiara di  queste immagini vietate ai minori. Anche se non è detto che, aprendo la cartella, uscissero le anteprime delle immagini, fa notare la giornalista Rita Cavallaro, "Noi sappiamo che è entrata nella cartella per 15 secondi, non guarda nessuna immagine, perché non ci clicca sopra". "Perché oggi stiamo parlando di che cosa ha visto Chiara, visto che il movente è rimasto sconosciuto, c'è una sentenza passata in giudicato e Alberto Stasi non lo possiamo riprocessare per dargli l'ergastolo - continua la giornalista de Il Tempo - però noi non andiamo sul computer di Chiara Poggi, che è quello in cui in questo momento ci sono ovviamente delle attenzioni, perché è lì che potrebbe esserci il movente".