prigionieri in venezuela
Venezuela, Trentini e Burlò sono liberi. “Successo frutto di lavoro sottotraccia”, la gioia di Tajani
Dopo giorni di attesa febbrile, dal Venezuela è arrivata la notizia più attesa. Nelle prime ore di lunedì il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato la liberazione da parte delle autorità di Caracas del cooperante Alberto Trentini e dell'imprenditore Mario Burlò. Il titolare della Farnesina ha raccontato di aver ricevuto nel cuore della notte una chiamata da parte dell'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, che lo ha informato della liberazione dei due connazionali e del loro trasporto presso la sede diplomatica italiana a Caracas. "Stanno bene", ha spiegato dopo un primo contatto telefonico. Tajani ha parlato di un "successo frutto di un grande lavoro sottotraccia in collegamento con la famiglia e con l'impegno diretto" della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un volo dall'Italia è immediatamente partito per il Venezuela con il compito di riportarli a casa. Il loro rientro è previsto per martedì. Tajani ha espresso "apprezzamento" per la decisione della presidente venezuelana Delcy Rodríguez di dare il via libera alla liberazione di Trentini e Burlò. Un "segnale molto forte, che va nella direzione di un cambio di passo", ha rimarcato.
Per questo motivo l'Italia ha deciso di "innalzare il livello della rappresentanza diplomatica" in Venezuela. "Oggi il nostro ambasciatore è un incaricato d'affari. Abbiamo deciso di elevare il livello del capo della delegazione ad ambasciatore", ha spiegato il ministro degli Esteri. L'obiettivo è quello di lavorare per arrivare a una "collaborazione diversa" con le autorità del paese sudamericano. "Abbiamo la presenza di tante imprese - ha sottolineato Tajani -, abbiamo 170mila cittadini venezuelani con passaporto italiano, mentre sono circa un milione i cittadini venezuelani di origine italiana. Per noi è un Paese estremamente importante". Al momento nelle carceri di Caracas "risultano esserci ancora 42 detenuti italo-venezuelani, di cui 24 sono considerati detenuti politici", ha spiegato il vice premier, precisando che "quelli esclusivamente con passaporto italiano sono tutti fuori". La Farnesina è al lavoro affinché possano essere liberati "nel maggior numero possibile".
Mentre l'Italia festeggia il rientro di Trentini e Burlò, la situazione nel paese è ancora caotica e anche la Santa Sede sta cercando di giocare un ruolo di mediazione, con Papa Leone XIV che ha ricevuto in udienza privata la leader dell'opposizione Maria Corina Machado. La Premio Nobel per la Pace ha chiesto al Santo Padre di intercedere per la liberazione di tutti i prigionieri politici e per il "rapido avanzamento della transizione verso la democrazia in Venezuela". Allo stesso tempo Machado ha anche rimarcato l'importanza del voto dei venezuelani il 28 luglio 2024, che "ratifica la legittimità" del presidente Edmundo Gonzalez Urrutia. L'interlocutrice per le cancellerie di tutto al mondo al momento resta comunque la presidente in carica, già vice di Maduro, Delcy Rodriguez.