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Feltri a processo per frasi contro i meridionali: "Istigazione all'odio razziale"

Vittorio Feltri andrà a processo, con rito abbreviato, a Roma il prossimo 24 settembre per istigazione all’odio razziale in relazione a una serie di articoli e interventi in televisione contro i meridionali. I fatti contestati al giornalista vanno dal 2017 al 2020. Il procedimento è nato da una querela dell’ex senatore Saverio De Bonis.

 

 

 

 

«Io credo innanzitutto che Vittorio Feltri verrà assolto, perché è un’imputazione che non ha né capo né coda». Lo dice all’Adnkronos il condirettore di "Libero" Pietro Senaldi, commentando la notizia del rinvio a giudizio di Vittorio Feltri per istigazione all’odio razziale in relazione a una serie di articoli e interventi in tv contro i meridionali. «Francamente - spiega Senaldi - qui siamo sulla libertà di opinione e di analisi, Feltri parla della situazione economica del nord e dice che è migliore di quella del sud e addebita al Meridione le responsabilità ma è la sua opinione, dunque è un’accusa che giuridicamente non ha senso». Sul fronte «della libertà di stampa, devo dire che ci siamo battuti per questo - prosegue Senaldi - Chi non condivide il pensiero di Feltri cambia canale quando lo vede e non legge i suoi articoli». Anche perché, è l’opinione del direttore, «sarà assolto ma è comunque una seccatura essere processati, io credo che la giustizia dovrebbe avere altro da fare, non mi sembra una cosa degna del lavoro di un magistrato che tutti noi, del nord e del sud, paghiamo profumatamente». Analizzando gli articoli oggetto delle accuse a Feltri «non bisogna confondere la critica con l’offesa o con l’insulto - osserva il giornalista - Si parla tanto di autoritarismo o di retaggi fascisti ma un processo del genere ci poteva essere solo sotto il fascismo». «A me - conclude Senaldi - sembrano piuttosto queste accuse a essere divisive del Paese. Processare per quegli articoli non fa altro che acuire le tensioni fra nord e sud».