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Naufragio Crotone, sinistra all'attacco. Meloni tuona: "Non speculate sui morti"

Una tragedia enorme e un bilancio che sale col passare delle ore: il barcone che si è schiantato contro gli scogli a pochi metri dalla costa di Steccato di Cutro, in Calabria, trasportava 250 persone in arrivo da Iran, Pakistan e Afghanistan. Finora i cadaveri accertati sarebbero 40, tra loro molti bambini, recuperati da Capitaneria di porto e Guardia di Finanza. Il timore però è che le vittime siano oltre 100. 

E mentre le motovedette sono impegnate in mare alla ricerca di sopravvissuti la polemica politica esplode subito. "Si commenta da sé l'azione di chi oggi specula su questi morti, dopo aver esaltato l'illusione di una immigrazione senza regole". È costretto a intervenire subito con una nota Palazzo Chigi perché di fronte al disastro sulle coste di Crotone, dove una nave carica di migranti si è spezzata naufragando, la sinistra non ha perso l'occasione per attaccare il governo. "L'esecutivo è impegnato a impedire le partenze, e con esse il consumarsi di queste tragedie, e continuerà a farlo, anzitutto esigendo il massimo della collaborazione agli Stati di partenza e di provenienza" ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprimendo il suo "profondo dolore" per il naufragio dei migranti davanti alle coste italiane, in Calabria.

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È stato il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni ad affondare subito il colpo: "Per ora 50 morti ma potrebbero essere almeno il doppio. Un carico residuale vero governo Meloni? Evidentemente se ci fosse stato un sistema di ricerca e soccorso potevano forse essere salvati".

Anche Medici Senza Frontiere attacca: "È umanamente inaccettabile e incomprensibile perché siamo sempre qui ad assistere a tragedie evitabili. È un pugno nello stomaco" ha detto Sergio Di Dato, capo progetto MSF. Anche Luca Casarini dell'Ong Mediterranea Saving Humans se la prende con il governo: "Piantedosi dice ’bloccare le partenze'.  Meloni dice ’vite stroncate dai trafficanti'. Ma loro sono corresponsabili. Loro bloccano i soccorsi, criminalizzano chi salva vite e non hanno nulla da proporre, né corridoi umanitari né una missione di soccorso europea".