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Terza Stella Michelin per il ristorante Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo

Lo chef Antonino Cannavacciuolo entra nell’Olimpo gastronomico internazionale conquistando con il suo Villa Crespi di Orta San Giulio, in provincia di Novara, la terza Stella Michelin, portando a 12 i ristoranti italiani tristellati.

«Icona dell’ospitalità nella meravigliosa cornice del lago d’Orta, fu Cristoforo Benigno Crespi, proprietario della villa nel 1879, a sceglierne lo stile moresco come ispirazione per una dimora da sogno, tra stucchi e intarsi, in un ideale viaggio attraverso il Medio Oriente, a cui fanno eco oggi sapienti rinnovi di arredi nelle eleganti sale e nella veranda che affaccia sul giardino. È stato però il bravissimo Antonino Cannavacciuolo a rendere questo luogo celebre nel Bel Paese e non solo. Lo chef di Vico Equense ci mette il cuore, anzi l’anima», si legge nella guida che indica 3 stelle Michelin con la dicitura «una cucina unica. Merita il viaggio!».

 

Le tre stelle a Villa Crespi non sono le uniche novità dell’edizione 2023 della celebre guida gastronomica. A conferma del livello sempre altissimo dell’offerta culinaria italiana (385 stelle in totale), ci sono anche quattro nuovo ristoranti che da quest’anno potranno fregiarsi delle due stelle Michelin. Si tratta della Locanda Sant’Uffizio di Enrico Bartolini a Penango, il St. George by Heinz Beck di Taormina, l’Enoteca La Torre e il Ristorante Acquolina entrambi di Roma. In totale sono 38 i ristoranti in Italia con 2 stelle.

 

Quest’anno più che mai, ancora tanti giovani chef premiati con le stelle, 20 sotto i 35 anni, e in totale un numero eccezionale di nuove stelle, 40, anche in piccole località di provincia. Se la stella è inoltre assegnata, annualmente, ai ristoranti migliori della penisola, ecco che in alcuni casi il cambio dello chef conferma la qualità di imprenditori e nuovi talenti in cucina. È il caso del San Giorgio e del Nove in Liguria, dei ristoranti veneziani Oro Restaurant, Local, e Wistèria, il Castello di Fighine in Toscana (sempre sotto l’ala di Heinz Beck), Il Refettorio e Il Faro di Capo d’Orso Andrea Aprea in Campania, Gusto by Claudio Sadler in Sardegna, infine, a Torino, Carignano e Spazio 7.