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La scuola di influencer per le suore: a Roma la fede entra nel futuro

Anche le suore possono diventare influencer. “Pratiche e formati della comunicazione digitale per la vita religiosa” è questo il laboratorio tenuto a Roma a cui si sono iscritte quaranta religiose arrivate da tutto il mondo. “Suore online. O meglio ‘onlife’ per usare il termine coniato dal filosofo Luciano Floridi che indica l'attuale condizione sociale caratterizzata dalla fusione tra mondo fisico e mondo virtuale” la spiegazione dei promotori rilanciata da La Stampa. 

Produzione video, audio e condivisione sui social network: nel corso c’è stato spazio per la teoria e per la pratica. Massimiliano Padula, docente dell'Istituto Pastorale della Pontificia Università Lateranense, spiega cosa li ha spinti ad organizzare l’appuntamento: “Siamo partiti da una logica sinodale: le abbiamo ascoltate invitandole a compilare un questionario in cui chiedevamo di spiegarci il motivo dell'interesse e le aspettative. Abbiamo quindi modulato la nostra proposta sulle loro speranze che possono essere sintetizzate in questa espressione ‘Imparare a capire e a fare’. L'obiettivo non è rendere le religiose soltanto suore youtuber o influencer, ma anche consapevoli che, nell'attuale scenario digitale, le opportunità di partecipazione, di racconto e di rappresentazione sono tantissime. Ancora di più se chi racconta è una donna che ha donato la sua vita a Gesù e può trasmetterne in modo autentico gli insegnamenti”.

“La risposta - spiega ancora Padula è andata oltre ogni aspettativa, arrivando anche a superare certi tabù o timori verso il web. Le consacrate hanno ascoltato e lavorato con entusiasmo e curiosità riuscendo anche a ribaltare una certa visione che percepisce l'universo digitale come un luogo ambiguo e oscuro. Hanno, cioè, compreso che il loro protagonismo, la possibilità di poter comunicarsi e comunicare il proprio carisma può colorare di verità e di bellezza uno spazio che ormai fa parte di noi”. “Abbiamo sconfitto un iniziale scetticismo nei confronti dei social network. Ho capito che il digitale non è un mondo da cui guardarsi, ma da vivere con consapevolezza e competenza. Imparare a realizzare un meme, un video, un podcast ha significato interiorizzare linguaggi nuovi per diffondere il messaggio cristiano. Non abbondando, però, mai il senso del limite” la testimonianza di Sylvie Yoaga del Burkina Faso.