il caso

Omicidio Cerciello, a gennaio la prima udienza in Cassazione

Il caso tenne banco a partire dai giorni dell'estate di tre anni fa. L'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega arriva così al terzo grado di giudizio. La Corte di Cassazione ha fissato al prossimo 17 gennaio la prima udienza del processo a carico dei due ragazzi americani accusati dell’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuto nel quartiere romano di Prati nel luglio del 2019. In appello i giudici avevano ridotto le condanne per i due imputati dopo l’ergastolo di primo grado. In particolare per Lee Elder Finnegan la pena è passata a 24 anni di carcere, per Christian Gabriel Natale Hjorth a 22 anni.

 

 

 

 

«Ci aspettiamo che la Cassazione sia una tappa decisiva per l’accertamento della verità dei fatti - hanno commentato Renato Borzone e Roberto Capra, avvocati di Finnegan Elder - La sentenza di secondo grado, sconfessando il processo di primo grado, ha riconosciuto che i Carabinieri non si sono identificati mostrando il tesserino e quindi i due ragazzi americani non potevano sapere che avevano di fronte due appartenenti alle forze dell’ordine, e questo cambia tutto. Il giudice d’appello, diversamente da quello di primo grado, ha ritenuto che il carabiniere Varriale non abbia detto il vero e che i carabinieri non abbiano mostrato affatto il loro tesserino. Ma, inspiegabilmente, non ne ha tratto le corrette conseguenze». «So di aver fatto un grave errore - ha aggiunto, dal canto suo, Finnegan Elder, da 3 anni e mezzo rinchiuso in carcere - e non c’è giorno che io non pensi a quello che è successo ma spero che venga finalmente riscritta la vera storia di quello che è accaduto quella sera. Nella sentenza di secondo grado è stato scritto che non furono mostrati i tesserini, io non avevo compreso di trovarmi di fronte a degli agenti e questo ha condizionato la mia reazione».