insorge la sinistra

Djokovic può giocare senza vaccino e fa impazzire anche Zingaretti: "Uno schifo"

Novak Djokovic autorizzato a giocare gli Australian Open senza aver fatto il vaccino. Una deroga che permette al numero 1 del tennis di non perdersi il primo grande torneo del 2022 ma scatena una marea di reazioni polemiche.

Insorge tutto il mondo di sinistra e non poteva perdere l'occasione di commentare la notizia più chiacchierata di oggi ad esempio Nicola Zingaretti. «La deroga agli Australian Open per Djokovic è uno schifo. Un pessimo esempio di privilegio e uno schiaffo in faccia a chi lotta contro il Covid» scrive in una nota il presidente della Regione Lazio.

 

Gli fa eco Alessio D'Amato. «Djokovic è sicuramente un grande atleta, ma anche un pessimo esempio nel contrasto alla pandemia. Pur di non vaccinarsi e grazie alla ricchezza e la notorietà si inventano pseudo esenzioni. Djokovic è un cattivo maestro e come al solito a pagarne le conseguenze saranno i più deboli e i meno istruiti. La vaccinazione rappresenta uno degli strumenti più importanti nel ridurre le diseguaglianze socioeconomiche nell’incidenza e negli esiti post infezione» dichiara l'assessore alla Sanità del Lazio.

«La notizia dell’esenzione dal vaccino a Djokovic è uno scandalo clamoroso, un precedente dalla pericolosità inaudita e merita soltanto il disgusto di tutti gli sportivi che credono nel rispetto delle regole» scrive su Twitter Marco Berruto, responsabile Sport della segreteria nazionale del Pd. «Sono disgustato dall’ennesima furbata per aggirare le regole» ha aggiunto ex ct della nazionale di volley, commentando a LaPresse l’esenzione al vaccino anti Covid ricevuta da Djokovic. «Non so se partire da lui, in quanto atleta e modello per gli appassionati, o dagli organizzatori che lasciano passare il messaggio che si è forti con i deboli e deboli con i forti. Si crea così una forte disparità con gli atleti che invece sono rispettosi delle regole»,  Secondo Berruto «Djokovic dovrebbe spiegare i motivi di questa esenzione. È una storia inqualificabile da qualunque punto di vista la si guardi, soprattuto per quello che mi aspetto io da uno sportivo. Ora mi aspetto una presa di posizione da parte dei suoi colleghi, da chi ha rispettato le regole. Sarebbe la risposta migliore».

 

Immancabile anche il commento di un virologo. «Qualcuno di voi ha capito perché Djokovic è stato esentato dalla vaccinazione per partecipare agli Australian open, mentre gli altri concorrenti si devono vaccinare? Io no. Ha pagato per essere esentato? Ce lo dicano i simpatici australiani. Ha motivi medici per non vaccinarsi? Ce lo dicano i simpatici australiani». Lo scrive su Facebook il virologo Massimo Clementi, docente all’Università Vita-Salute San Raffaele. «Posso dire - aggiunge - che mi sembra una brutta storia? Questo arrogante che è stato un grande campione ma ora non lo è più (soprattutto è un uomo modesto se si dimostrerà che ricorre a piccoli trucchi per avere privilegi) dovrebbe essere squalificato».

Va chiarito che «Djokovic ha richiesto un’esenzione medica che è stata concessa a seguito di un rigoroso processo di revisione che ha coinvolto due gruppi separati e indipendenti di esperti medici», ha dichiarato Tennis Australia in una nota. Il direttore del torneo Craig Tiley la scorsa settimana ha confermato che a un certo numero di giocatori erano state concesse esenzioni, senza nominare Djokovic. «Ci sono due gruppi medici che valutano qualsiasi domanda e la valutano in maniera anonima. Non sanno chi sia il richiedente», ha detto ai giornalisti, «Il motivo per concedere tale esenzione rimane privato, tra il panel e il richiedente».

Già nell’aprile 2020 
Djokovic si era detto contrario al vaccino Covid-19, quando si era diffusa l’ipotesi che fossero obbligatori per poter partecipare ai tornei. «Personalmente non sono favorevole ai vaccini» aveva detto, «Non vorrei che qualcuno mi obbligasse a vaccinarmi per poter viaggiare. Se diventasse obbligatorio dovrei prendere una decisione».