ucciso in servizio
Poliziotto investito mentre lavora sulla A23, Maurizio Tuscano travolto e ucciso a Udine
Quel poliziotto merita la commozione di tutta Italia. Maurizio Tuscano, assistente capo coordinatore della stradale, è morto in un incidente stradale in provincia di Udine mentre ne verificava un altro. Ed è davvero incredibile, triste, lo hanno preso alle spalle. Non poteva accorgersene, non poteva salvarsi. Quando è stato investito, aveva infatti appena ultimato i rilievi di un incidente ed era di spalle, con in mano ancora la cartellina dove stava annotando tutto.
58 anni, ad appena due dalla pensione, se ne è andato in una maniera così triste. I sindacati della polizia sono stati i primi a manifestare cordoglio ai familiari, il Mosap con una punta di amarezza non negata: “Tuscano stava per smontare dal turno di notte. Gli mancavano due anni alla pensione – dice il segretario generale, Fabio Conestà - eppure era ancora in servizio su strada”.
E qui sta il punto. È perché non c’è ricambio. Tragedia che richiamano i doveri dello Stato e di quanti si sciacquano la bocca ogni volta che si parla di poliziotti che muoiono in servizio. Non si muore solo di pandemia.
Senza polemica lo ricordiamo a molti esponenti politico che hanno espresso parole di cordoglio. È ora che in Parlamento si comprenda che cosa significa un organico carente. Una problematica che andrà inevitabilmente ad accentuarsi nei prossimi giorni, “a causa di scelte spropositate del Governo avallate da chi invece dovrebbe mettere al primo posto il Servitore dello Stato". Lo dice proprio il sindacato di polizia: parole da tenere a mente.