armi deposte

L'Aria che tira, pace fatta tra Bassetti e il "maestro" Galli. Tutto merito del vaccino ai bambini

Giorgia Peretti

Il vaccino agli under 12 sancisce la pace definitiva tra Matteo Bassetti e Massimo Galli. A “L’aria che tira”, giovedì 23 settembre, il direttore della clinica di Infettivologia dell’ospedale San Martino di Genova, ospite di Myrta Merlino, depone le armi contro il collega infettivologo del Sacco di Milano. A metterli d’accordo è l’ipotesi dell’estensione del vaccino per i bambini al di sotto degli 11 anni, a partire da fine anno o inizio dell'anno prossimo. L’alt di Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Inmi Spallanzani, sulla questione ha fatto discutere il mondo scientifico. Massimo Galli, ospite nella scorsa puntata della trasmissione, lo ha definito “un clamoroso scivolone” e Matteo Bassetti sembra accodarsi alla sua posizione. “Innanzitutto lo voglio salutare che tra poco andrà in pensione - esordisce l’infettivologo del San Martino -, visto che ha dato tanto alle malattie infettive. Molte volte io e lui non siamo andati d’accordo ma ha sempre goduto della mia stima ed è stato un maestro delle malattie infettive italiano e bisogna riconoscerglielo. Sono effettivamente d'accordo, con Galli. Attenzione non facciamo fughe in avanti, hanno presentato nei dati sul vaccino che funzionano, anche nei ragazzi dai 5 ai 12 anni senza avere grossi effetti collaterali. Ha una robustissima risposta immunitaria. Dopo di che io mi auguro che lo approvi l'Ema e lo approvi l’Aifa e a quel punto decideremo cosa fare”.

 

 

Poi si scaglia contro le ultime dichiarazioni di Matteo Salvini, che definisce la posizione della Lega “free vax: “Non so che cosa si voglia dire per free vax, oggi credo che noi dobbiamo tutti consigliare le persone di vaccinarsi se questo vuol dire 'hard vax' io sono hard vax più che free vax. I politici per primi perché se lei intervista i governatori dello stesso partito del senatore Salvini sono i primi che spingono le vaccinazioni perché sanno cosa vuol dire affrontare un'epidemia, con una popolazione non vaccinata. Meglio hard vax che free vax”. Immancabile, infine, il commento sul nuovo ordine del giorno del parlamento che prevede l’accesso autorizzato ai virologi per andare in tv. Bassetti si foga: “Hanno paura di quelli che dicono le cose come stanno preferiscono annacquare l’informazione. Io non credo che ci sia altro paese al mondo che vuole che un professore universitario, come il sottoscritto, può andare in televisione o sui giornali a parlare di coronavirus. Credo che non succeda in nessun altro paese, forse in Cina però spero e mi auguro che l’Italia non voglia diventare come la Cina di Mao”.