punto della situazione

Covid, la speranza per la vittoria in due farmaci antivirali. Il farmacologo boccia l'Ivermectina

Nel corso dei mesi sono tanti i farmaci e le terapie su cui si è puntato per sconfiggere il Covid, ma al momento con risultati deludenti. L’ultimo prodotto sulla bocca di tutti è l’ivermectina, ma, interpellato da Il Giornale, Francesco Scaglione, docente di farmacologia all'università degli Studi di Milano e responsabile del Centro antiveleni dell'ospedale Niguarda, chiude la questione: “Ha dimostrato in vitro un'attività contro il virus ma non si può usare, perché la dose efficace in vitro è circa 35 volte più alta di quella utilizzabile in vivo. È stata provata ma risultati zero”. Gli effetti collaterali possono essere importanti: nausea, vomito e diarrea fino a danni neurologici. Non cambia la musica per l'idrossiclorochina: “Sulla scorta di informazioni che arrivavano dalla Cina è stata esplorata anche questa via, ma anche qui è sempre una questione di dose. Per la malaria si usa a un massimo di 600 mg al giorno, per Covid bisognerebbe salire a 1 grammo e mezzo, o 2, col rischio di effetti collaterali cardiaci” ricorda il farmacologo.

 

 

Ma nonostante i tentativi falliti fino ad ora, la Commissione europea ha annunciato di aver identificato cinque trattamenti “promettenti” contro il Covid, che potrebbero essere presto disponibili in tutta l'Ue. L’Ema sta valutando quattro anticorpi monoclonali e un immuno-soppressore, già autorizzato per pazienti non Covid e che potrebbe ricevere l’autorizzazione all’uso anche per chi ha contratto il virus. La speranza è rappresentata anche dai farmaci e dagli antivirali. In Israele stanno testando l’EXO-CD24, che va a contrastare la tempesta citochinica, con risultati positivi in studi di fase I e II. Sono in corso studi sugli antivirali come la molecola di Pfizer a somministrazione orale o il molnupiravir a compresse, in fase III di studio in Italia. In Usa sono stati già stanziati 3 miliardi di dollari per trovare il farmaco adatto: due piste sono molto promettenti e potrebbero arrivare in commercio entro la fine dell’anno. Gli sforzi per sconfiggere la pandemia sono al massimo.