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Emergenza caldo, mezza Europa devastata dagli incendi: "Serve un piano straordinario
Il caldo soffocante non molla la presa sull'Europa meridionale e sul mar Mediterraneo, dopo che ha alimentato devastanti incendi in molti Paesi tra cui Italia, Grecia, Turchia, Algeria. E l'ondata di temperature record, in molti luoghi, non è ancora finita: il peggio deve arrivare, con picchi attesi nei prossimi giorni. Gli esperti di clima non hanno dubbi: la situazione mondiale, caratterizzata da eventi naturali estremi, è collegata al riscaldamento climatico, alimentato dalla produzione di energia con carbone, petrolio e gas naturali.
Come avvenuto in Italia, anche le autorità della Serbia hanno emesso allarmi, dichiarando l'emergenza dopo che il livello del fiume Rzav è calato tanto da mettere a rischio la fornitura d'acqua. Restrizioni sul consumo sono state imposte a 250mila persone. In Spagna sono previsti 44 gradi e a Barcellona 162 musei, biblioteche, scuole a altri luoghi sono stati dichiarati "rifugi climatici" dove cercare sollievo, trovare acqua fresca e personale formato per affrontare i colpi di calore. Un abbassamento delle temperature, alimentate dal fronte di aria calda e secca dall'Africa, è atteso da lunedì nella penisola iberica.
In Algeria, la maggior parte del nord è ancora in allerta per il caldo, dopo che gli incendi sulle montagne della Cabilia hanno causato la morte di 69 persone, tra cui 28 soldati. In Grecia, il premier Kyriakos Mitsotakis ha parlato degli incendi che bruciano da giorni come della "peggior catastrofe ecologica da decenni".
Centinaia i roghi affrontati da migliaia di vigili del fuoco, aerei ed elicotteri, in parte inviati dall'estero. Ogni giorno gli incendi attivi sono stati circa 100, la situazione migliora ma il rischio resta: "Siamo a metà agosto, è chiaro che abbiamo giorni difficili davanti a noi", "la crisi climatica è qui". Il peggiore incendio, sull'isola di Evia, si è ridotto ma ancora non è spento, dopo evacuazioni con scene drammatiche. E bruciano due grandi roghi nel Peloponneso, dove in 24 ore se ne sono accesi 106 nuovi. Varie persone sono state arrestate per aver appiccato il fuoco, in diversi casi deliberatamente.
Siccità e calore, entrambi collegati alla crisi climatica, hanno anche alimentato gli incendi negli Usa, in Siberia e altrove. In California continua a espandersi l'enorme Dixie, che ha distrutto oltre 50mila acri di terreno e più di 500 case. E varie cittadine del Montana sono minacciate da un altro incendio, che si è allargato nella riserva nativa Northern Cheyenne. In Siberia, Greenpeace Russia ha descritto i roghi che devastano il nordest come più vasti del totale in tutto il resto del mondo, mentre diventeranno i più grandi della storia documentata. "E' impossibile contenerli con azioni umane, bisognerebbe creare una linea tagliafuoco lunga 2mila chilometri", ha commentato l'organizzazione, aggiungendo che solo la pioggia potrebbe fermarli o rallentarli significativamente, ma per ora non è previsto accada.