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Draghi ci lascia in libertà vigilata. Coprifuoco, bar, ristoranti, palestre: tutte le date

Paolo Zappitelli

Per tornare ad essere completamente liberi bisognerà aspettare almeno un altro mese. Solo nel giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno, il governo abolirà infatti completamente il coprifuoco. Per il momento l’Italia si dovrà accontentare di qualche piccolo ritocco: l’obbligo di rientro sarà «allungato» alle 11 di sera già da domani quando entrerà in vigore il nuovo decreto mentre dal 7 giugno sarà spostato ancora un po’ più avanti a mezzanotte. La linea di Draghi è stata quella di un «avanti adagio» ascoltando le richieste di Salvini e del centrodestra ma senza dimenticare i richiami alla prudenza del ministro Roberto Speranza e del Pd. Misure che comunque hanno scontentato molte categorie, dai lavoratori delle piscine ai titolari delle discoteche. Vediamo le misure nel dettaglio.

 

Ristoranti e bar
Dal 1 giugno sarà consentito anche al chiuso il consumo al tavolo sia a pranzo sia a cena Con questa misura, secondo Coldiretti, torneranno a lavorare circa 180mila realtà della ristorazione che non dispongono di spazi all’aperto. Una misura che però ancora non soddisfa completamente i ristoratori. «La politica ha deciso di far morire il 46% degli esercizi di somministrazione senza tavoli all’aperto, non facendoli lavorare fino al primo giugno- attacca Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia - Il comparto dell’ospitalità a tavola è rimasto schiacciato tra la presa di posizione ideologica del ministro de terrore Speranza e chi voleva aprire da subito. Ha vinto il chiusurista Speranza, anche questa volta». 

 

Centri commerciali
Riapriranno dal 22 maggio, primo weekend successivo al decreto, gli esercizi commerciali in mercati e centri commerciali, gallerie e parchi commerciali.

Piscine
Sono la nota dolente di questo nuovo decreto. Quelle all’aperto hanno riaperto già dal 15 maggio ma per quelle al chiuso, così come per i centri benessere bisognerà aspettare ancora il primo luglio. Una decisione che ha fatto infuriare il presidente della Fin e della Len Paolo Barelli: «Io sto in piscina, al chiuso, a Budapest. Allora devo scappare? È una cosa incredibile, una persecuzione incomprensibile e allucinante. Non c’è ragione. È come dire che le piscine, ben gestite, sotto la cura di professionisti, con le distanze, le sanificazioni e i protocolli sono più pericolose dei mezzi pubblici, delle scuole, delle discoteche e dei ristoranti al coperto. C’è qualche problema». Sono pavidi - aggiunge - Vogliono mantenere qualche rigore - anche comprensibile - per giustificare uno stato che deve lasciare attenti i cittadini ma è completamente fuori luogo far morire le imprese natatorie. Sono irresponsabili».

 

Palestre
Anticipata la riapertura delle palestre che potranno tornare a far allenare i propri iscritti da lunedì prossimo, il 24 maggio. 

Eventi e competizioni sportive
La presenza di pubblico è autorizzata per tutti gli eventi e competizioni sportive dal 1 giugno all’aperto e dal 1 luglio al chiuso nei limiti già fissati (capienza non superiore al 25% di quella massima e comunque non superiore a 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso), e non più limitatamente alle competizioni di interesse nazionale. La finale di Coppa Italia di calcio di domani a Reggio Emilia si svolgerà con il pubblico e chi ha il biglietto avrà una deroga al coprifuoco alle 23.

Montagna
Riaprono dal 22 maggio gli impianti di risalita in montagna, alle condizioni indicate dalle linee guida.

Sale giochi
Per la riapertura bisognerà aspettare il 1 luglio, così come per le sale scommesse, sale bingo e casinò, mentre per i parchi tematici e di divertimento la riapertura è stata anticipata al 15 giugno.«Questa è l’ennesima prova che esiste un pregiudizio sull’industria del gioco legale - attacca l’agenzia Agimeg - È l’ultimo a riaprire nonostante i nostri protocolli di sicurezza siano tra i più efficaci. Le aziende del gioco non hanno ricevuto ristori, se non in minima parte, e tenerle chiuse per ulteriori 45 giorni, nonostante l’Italia stia aprendo ogni tipologia di attività, non ha alcuna giustificazione se non di natura ideologica». Per esempio, far riaprire le agenzie di scommesse a campionati europei quasi terminati «è come aprire le spiagge a novembre».

Cultura
Riprendono dal 1 luglio le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

Discoteche
Nessuna speranza, al momento di farle ripartire. Restano infatti rigorosamente sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso. Una decisione che è una doccia fredda su un settore che cominciava a sperare, soprattutto dopo la notizia delle prime «prove di normalità» con due esperimenti, all’aperto a Gallipoli e al chiuso al Fabrique di Milano, a inizio giugno, per capire come gestire le misure di sicurezza legate al Covid. «Siamo rimasti ancora invisibili, sono ormai 15 mesi che il Governo si è completamente dimenticato di noi, dalle attenzioni del Governo sono escluse solo le attività dei locali e dell’intrattenimento», sostiene Maurizio Pasca, presidente Silb/Fipe, l’associazione italiana di imprese di intrattenimento di ballo e spettacolo. Pasca annuncia che questa settimana verrà sottoposto un protocollo ad hoc al Cts: «Mi auguro che sia data la giusta attenzione e che siano portati avanti i due test in Puglia e a Milano, altrimenti un intero settore è a rischio fallimento». 

Matrimoni
Le feste, comprese quelle dopo cerimonie civili e religiose, ripartiranno dal 15 giugno, anche al chiuso. Agli ospiti sarà richiesto il pass e il Cts avvierà ulteriori approfondimenti sul numero massimo degli invitati.

Corsi di formazione
Riprendono anche i corsi di formazione pubblici e privati: torneranno in presenza dal primo luglio.

Regioni bianche
Dal 7 giugno Abruzzo, Veneto e Liguria diventano zone bianche e da quella data verrà cancellato il coprifuoco.