altra mazzata

Ha vinto Speranza, ristoratori infuriati con il governo. Bianchini (Mio): le multinazionali ringraziano

Ha vinto un altra volta il rigorismo che fa a capo al ministro "del terrore", Roberto Speranza. La reazione dei ristoratori dopo l'esito della cabina di regia del governo è sdegnata e rabbiosa nei confronti dell'ennesima mazzata per un settore che è alla canna del gas da mesi.

 

 "La politica ha deciso di far morire il 46% degli esercizi di somministrazione senza tavoli all’aperto, non facendoli lavorare fino al 1º giugno - ha dichiarato Paolo Bianchini, presidente di MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità -  Il comparto dell’ospitalità a tavola è rimasto schiacciato tra la presa di posizione ideologica del ministro del terrore Speranza e chi voleva aprire da subito". 

 

Insomma, "ha vinto il chiusurista Speranza, anche questa volta. Multinazionali, cinesi e malavita ringraziano calorosamente il Governo dei peggiori", si legge nella nota durissima di MIO. 

Il governo ha scelto il nome "L'Italia che riapre" per la road map decisa in cabina di regia. Sulla ristorazione, dal 1 giugno sarà consentito anche al chiuso il consumo al tavolo dalle ore 5 alle ore 18 (il coprifuoco passa dalle 22 alle 23 da subito). Unica eccezione la riapertura dei ristoranti al chiuso la sera dal 1 giugno. 

 

Con il via libera ai pasti al coperto riaprono circa 180mila realtà della ristorazione lungo la Penisola che non dispongono di spazi all’aperto. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti dell’indicazione della cabina di regia sul Covid a favore dell’allentamento del coprifuoco e della riapertura dal primo giugno di bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi a pranzo e a cena anche al chiuso. La riapertura dei
ristoranti a pranzo e cena per chi non ha spazio esterno riguarda - stima la Coldiretti - circa la metà dei servizi di ristorazione presenti con i posti all’aperto dei locali che sono, però, molti meno rispetto a quelli al coperto. Le maggiori difficoltà si sono registrate nei centri urbani stretti tra traffico ed asfalto con perdite di fatturato stimate dalla Coldiretti in 3,5 miliardi al mese che ora anche per l’allentamento del coprifuoco possono essere recuperati.