indagini in corso

Indagato il gioielliere di Cuneo, ha sparato dopo i pugni alla moglie. Meloni: la difesa è sempre legittima

Omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa sono i reati contestati a Roggero. Procura e carabinieri stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.  Si chiama Andrea Spinelli uno dei due rapinatori uccisi ieri pomeriggio nella frazione Gallo di Grinzane Cavour, poco distante da Alba, in provincia di Cuneo. L’uomo è stato ucciso con un colpo di pistola da Roggero, titolare dell’omonima gioielleria. Un altro uomo, non ancora identificato, è morto, mentre un terzo complice, ferito alla gamba, è stato fermato all’ospedale di Savigliano. In attesa di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, la comunità si è stretta attorno al gioielliere, che già nel 2015 aveva subito una rapina violenta, con i malviventi che lo avevano picchiato, legando le due figlie, poi rinchiuse in bagno. «Solidarietà a Mario Roggero e alla sua famiglia. Senza se e senza ma #iostoconroggero», ha scritto su Facebook l’assessore al Commercio di Alba, Marco Marcarino. Sempre sul social network è intervenuta una delle figlie di Roggero, Silvia: «Il gioielliere di Gallo Grinzane che ha ucciso due rapinatori su tre per legittima difesa è mio padre. Nella difficoltà voglio rimanere aperta e fiduciosa, lucida e forte. Prego per le due anime dei rapinatori che hanno lasciato il corpo. Luce a loro». Intanto carabinieri e Procura stanno continuando a sentire eventuali testimoni che hanno assistito alla scena. Saranno inoltre visionati i filmati delle videocamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica.

 

Roggero, ha sparato a tre rapinatori, uccidendone due - Andrea Spinelli, 45enne di Bra e Giuseppe Mazzarino, 58enne di Torino, entrambi con precedenti penali - e ferendo il terzo. Sulla base della prima ricostruzione, due persone, seguite poi da una terza, sarebbero entrate nella gioielleria e con un coltello e una pistola, poi risultata finta e priva del cosiddetto tappo rosso, avrebbero minacciato di morte il titolare, la moglie e la figlia, una colpita da un pugno e l’altra immobilizzata con delle fascette di elettricista, facendosi consegnare numerosi gioielli. Al tentativo di appropriarsi anche del denaro in cassa, il titolare avrebbe reagito sparando alcuni colpi con una pistola legittimamente detenuta.

Due degli aggressori sono stati trovati cadaveri ad alcuni metri dall’ingresso della gioielleria, mentre il terzo - un 34enne di Alba - è riuscito a fuggire per poi essere rintracciato nella notte all’ospedale di Savigliano e sottoposto a fermo di indiziato di tentata rapina. Il pm e i carabinieri hanno sentito il titolare della gioielleria, la moglie, la figlia e altre persone testimoni del fatto.  «Dovevo scegliere tra la mia vita e la loro» ha detto il gioielliere. 

 

«Massima solidarietà al gioielliere di Cuneo che ha difeso la sua attività lavorativa dopo che, secondo una ricostruzione, i malviventi avrebbero puntato le pistole contro i componenti della sua famiglia. La difesa è sempre legittima!». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.