Il caso del giornalista

La Asl di Arezzo scarica Scanzi: "Ci telefonava lui. E i caregiver non potevano ancora vaccinarsi"

A non è l'Arena, Massimo Giletti torna sul caso di Andrea Scanzi che, pur non avendone i requisiti, ha fatto il vaccino AstraZeneca prima di tanti altri che ne avevano diritto. Il tutto sostenendo di averne fatto richiesta a febbraio, ma solo come “panchinaro”, cioè nel caso in cui una dose a fine giornata non fosse stata utilizzata e avesse rischiato di essere buttata (da un flaconcino di vaccino si estraggono più dosi e ogni dose va utilizzata entro sei ore dalla diluizione). In realtà, come ricorda anche Giletti, è conservabile in frigorifero anche per 48 ore.

 


Innanzitutto, non tornano le date e le motivazioni: Scanzi, infatti, cambia versione più volte, nonostante ci siano i suoi stessi video e i suoi post a confermare ogni ricostruzione da lui fatta.
Per fortuna c’è il dottor Evaristo Giglio, direttore dell’Asl di Arezzo, che conferma quello che dice Scanzi. Ma non la data: che è quella del 20/22 febbraio e non quella del 15 marzo. E quando Scanzi è stato vaccinato, spiega il direttore generale del distretto sanitario Antonio D'Urso, i caregiver non erano ancora stati inseriti dal governo nella lista dei possibili "panchinari". Anche se "le verifiche sul caso di Scanzi sono ancora in corso".


Intervistato telefonicamente dall’inviata del programma Francesca Carrarini, il medico Giglio dà una “versione particolare” che però Giletti aveva deciso di non mandare in onda lo scorso 21 marzo. Nella telefonata, il dottor Giglio spiega: “Scanzi, da quello che lui e il suo medico di famiglia hanno detto, sarebbe un caregiver di questi famigliari ammalati che risultano nella lista dei vulnerabili”. Come verificarlo? “Non è uno stato di polizia - spiega il medico - così che io possa andare a vedere se è vero. Se a me il medico di famiglia fa una segnalazione del genere lo metto lì in attesa. Scanzi era l’ultimo di questa lista. Anzi, si è trovata una situazione convincente per cui, avanzando queste due dosi e con lui che da tempo aveva chiesto di essere chiamato come “panchinaro. Prima non era mai stato preso in considerazione, perché per quanto mi riguarda si poteva aspettare anche un altro mese o forse un altro anno. Da parte mia non c’è stata assolutamente nessuna forzatura da questo punto di vista. Quando mi chiamò il suo medico io gli dissi che prima di Scanzi ce n’erano tanti altri. Quindi lui poteva aspettare. Ma il medico di base del giornalista gli ha detto che Scanzi avrebbe aspettato, l’importante è che prima o poi fosse stato chiamato al momento opportuno”.

 


E qui una novità. Spiega Giglio: “Ho ricevuto altre telefonate anche dallo stesso Scanzi, evidentemente gli hanno dato il mio numero…” E cosa gli avrà chiesto? E Giglio: “Mi ha detto, guardi, non so se il medico le ha accennato la mia situazione, io sono sempre disponibile quando voi potete. E io gli ho risposto che sarebbe passato del tempo, perché abbiamo altre priorità”.