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Greta Thunberg: pensiamo al Covid ma pure all'ambiente. E lancia il suo documentario

Greta Thunberg torna sulle scene per promuovere il documentario che la vede protagonista, "I am Greta. Una forza della natura" del regista Nathan Grossman che ha seguito l'attivista svedese per un anno. «Non mi piace la narrazione che vuole contrapporre l’emergenza del coronavirus e la crisi ambientale. Oggi è importante concentrare tutte le nostre forze sulla pandemia, è una priorità assoluta», dice Thunberg intervistata da Repubblica

Alla domanda: la pandemia ha anche un costo ambientale. Pensa che sia importante privilegiare misure a basso impatto ambientale, maschere riciclabili o riusabili? Risponde: «Non penso che dobbiamo guardare alla pandemia da coronavirus in questo senso, dobbiamo concentrarci su quella che è una tragedia. In un momento come questo è logico che altre questioni vengano messe in secondo piano. Non bisogna mettere a confronto la crisi pandemica e quella ambientalista, ma la risposta messa in atto dai governi contro il virus dimostra che siamo in grado di affrontare una crisi e che dobbiamo ascoltare la scienza». «Se in futuro - osserva - impareremo a trattare la crisi ambientale come una crisi, forse riusciremo davvero a cambiare le cose e anche a sensibilizzare di più le persone. E non si tratta solo del clima, ma anche dell’acidificazione degli oceani, della perdita di biodiversità, la diminuzione del suolo fertile. Se un virus può distruggere completamente le economie, significa anche che dobbiamo ripensare le cose e iniziare a vivere in modo sostenibile».

E su Hillary Clinton che alla scorsa Berlinale rilanciava l’allarme degli scienziati sul fatto che l’aumento della temperatura porterà sempre più agenti patogeni in circolazione, dichiara: «Non ho i dati per dire se ci sia una correlazione specifica con questo virus in particolare. In generale, le mutazioni climatiche e l’aumento delle temperature favoriscono il diffondersi di malattie legate a virus e parassiti».