il caso

Riecco Cesare Battisti: un altro sciopero della fame

Forse con un piccone in mano e i lavori forzati Cesare Battisti farebbe meno casino. Con il popò di omicidi che ha sulle spalle, il terroristi rosso arrestato dopo tantissimi anni di latitanza, si lamenta a giorni alterni della sua detenzione.

Dopo la Sardegna ora sta in Calabria e si dice pronto a iniziare un nuovo sciopero della fame per la detenzione nel carcere di Rossano, che chiama Guantanamo, come se fosse mai stato recluso nel noto carcere americano.

L’ex terrorista ha fatto avere una lettera al Dap, passando per il suo legale Gianfranco Sollai. «È determinato ad andare fino in fondo» riferisce Sollai. Battisti arriva a parlare di un trasferimento punitivo «a Guantanamo Calabro», di fatto un isolamento ininterrotto, considerata l’impossibilità di avere contatti con altri detenuti, terroristi dell’Isis da cui in passato l’ergastolano avrebbe ricevuto minacce. E’ la solita pantomima che non finisce mai e i cronisti la devono registrare perché sono “notizie”. Ma che noia…

F.S.