Trauma cranico, Pierallini, IRCCS San Raffaele Roma: "Anche un colpo apparentemente lieve può nascondere rischi. La diagnosi precoce fa la differenza"

Una caduta in casa, un incidente in monopattino o in scooter, uno scontro durante una partita, un colpo alla testa che all’inizio sembra non destare preoccupazione. Il trauma cranico è una delle condizioni più delicate da valutare perché, in alcuni casi, i sintomi possono comparire anche a distanza di ore o giorni. Per questo riconoscere i segnali d’allarme e intervenire con gli strumenti diagnostici più appropriati può essere decisivo.

È questo uno dei messaggi al centro della XVI edizione degli “Incontri Clinico-Radiologici di Neuroscienze - Michela Bonamini”, in programma a Ponza da oggi al 6 giugno 2026, presso il Grand Hotel Santa Domitilla. L’appuntamento, patrocinato dall’IRCCS San Raffaele di Roma e dall’AINR (Associazione Italiana di Neuroradiologia Diagnostica e Interventistica), promosso con il contributo scientifico del Prof. Alberto Pierallini, Direttore del Servizio di Diagnostica per Immagini dell’Istituto romano, riunisce neuroradiologi, neurologi, neurochirurghi, neuroriabilitatori e specialisti impegnati nella gestione delle patologie traumatiche del sistema nervoso.

  

“Un trauma alla testa non va mai banalizzato”, sottolinea Pierallini. “Non tutti i colpi richiedono lo stesso percorso, ma alcuni segnali devono indurre a una valutazione tempestiva, cefalea insolita, vomito, vertigini, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, disturbi della vista o della forza. In questi casi la diagnosi precoce può fare la differenza”.

Il convegno affronta il trauma cranico e spinale con un approccio multidisciplinare, mettendo in relazione clinica, diagnostica per immagini, neurochirurgia, riabilitazione e nuove tecnologie. Oggi, infatti, l’imaging non è più soltanto uno strumento per “vedere” una lesione, ma un elemento centrale per orientare le decisioni, capire chi può essere osservato, chi necessita di approfondimenti, chi deve essere seguito nel tempo e quali pazienti possono sviluppare complicanze.

“È parte integrante del percorso clinico, prognostico e terapeutico”, prosegue Pierallini. “La TAC resta fondamentale nell’emergenza, mentre la risonanza magnetica, soprattutto con tecniche avanzate, consente di cogliere dettagli sempre più fini. Questo è particolarmente importante nei traumi complessi, nei pazienti fragili e nel trauma sportivo, dove alcune alterazioni possono essere più difficili da identificare”.

La prima giornata del congresso è dedicata al trauma cranico acuto, dalla valutazione epidemiologica alle classificazioni clinico-radiologiche, fino al ruolo della TAC, della risonanza magnetica e della neurochirurgia moderna. Ampio spazio sarà riservato anche al monitoraggio della pressione intracranica, alle strategie personalizzate, alle complicanze vascolari post-traumatiche e alla gestione dell’ematoma subdurale, inclusa l’embolizzazione dell’arteria meningea media, tecnica mininvasiva di crescente interesse scientifico.

Venerdì 5 giugno il focus si sposterà sul trauma cranico pediatrico, sulla shaken baby syndrome e sugli aspetti medico-legali, per poi approfondire il trauma spinale, anatomia funzionale della colonna, diagnostica TC e RM nel trauma midollare, timing chirurgico e nuove prospettive della neuromodulazione e della neurostimolazione midollare.

Sabato 6 giugno la sessione conclusiva sarà dedicata al follow-up e agli esiti del trauma cranico e spinale, con attenzione all’evoluzione delle lesioni, alle complicanze croniche, alla correlazione tra imaging e outcome clinico, al trauma sportivo, alla cefalea post-traumatica e alla sindrome post-commotiva. Tra i temi centrali anche il ruolo dell’intelligenza artificiale in medicina, dalle applicazioni nella qualità e rapidità delle immagini fino al supporto ai processi diagnostici.

“L’intelligenza artificiale non sostituisce il medico, ma può diventare un alleato importante”, aggiunge Pierallini. “Può contribuire a migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi di acquisizione, rendere più efficiente l’analisi dei dati e supportare decisioni sempre più precise. La sfida è integrare l’innovazione tecnologica dentro un percorso clinico sicuro, appropriato e personalizzato”.