prevenzione

Promozione della salute oculare nei giovani nell'era digitale

Chiara Manganelli

L’impiego sempre più diffuso di dispositivi digitali negli ultimi decenni ha evidenziato in modo particolare l’importanza della funzione visiva, con la possibile insorgenza e manifestazione di disturbi oculari che interessano la popolazione in generale e coloro che utilizzano gli schermi luminosi per attività professionale. Sono tuttavia coinvolti anche i bambini ed i giovani, che fanno ampio uso dei device tecnologici sia nelle attività di intrattenimento che nello studio; per questo può essere utile prendere in considerazione le caratteristiche delle problematiche oculari relative a questa fascia di età al fine di adottare misure di prevenzione e migliorare il comfort visivo e la qualità di vita.

Durante l’età evolutiva, l’occhio è suscettibile all’influenza di fattori ambientali che, unitamente alla predisposizione genetica, possono condizionarne lo sviluppo anatomico e la funzione. 

  

Negli ultimi decenni è stato evidenziato a livello globale un aumento con carattere epidemico dell’incidenza della miopia nei bambini e negli adolescenti, legato all’esposizione agli schermi digitali (smartphone, tablet e PC), che si associa alla permanenza in ambienti chiusi con luce artificiale e possibile inquinamento dell’aria. Accanto alla miopia, si correlano all’impiego protratto dei device elettronici disturbi frequenti della superficie oculare con la comparsa di segni e sintomi di secchezza oculare; si possono anche manifestare alterazioni della motilità oculare e l’astenopia (sindrome di affaticamento dell’apparato oculo-visivo).

Nella miopia i raggi luminosi vengono messi a fuoco davanti alla retina anziché sulla retina e ne derivano immagini sfuocate da lontano e nitide da vicino. Accanto a forme severe su base puramente genetica, che sono rare e spesso legate a sindromi sistemiche, le forme di miopia più frequenti si manifestano in età scolare o nel periodo dello sviluppo e tendono a progredire fino all’età di 24-28 anni per stabilizzarsi successivamente. I fattori determinanti di queste forme di miopia sono molteplici, ma accanto ad una predisposizione genetica, nella loro genesi risulta rilevante il possibile ruolo del rapporto tra luce e risposta della sclera e della retina. L’impegno visivo protratto da vicino, in ambienti poco illuminati, favorisce infatti un allungamento eccessivo dell’asse antero-posteriore dell’occhio e quindi l’evoluzione della miopia assiale.

La visione da vicino ad una distanza di 16-18 centimetri determina un notevole sforzo accomodativo e la permanenza in ambienti con luce artificiale favorisce la produzione di metalloproteinasi, enzimi che rendono la sclera più elastica e predisposta all’allungamento del bulbo, con conseguente insorgenza e peggioramento della miopia. L’esposizione alla luce naturale, invece, ha un effetto benefico perché, in risposta alla luce solare, la retina produce dopamina, un neurotrasmettitore che inibisce le metalloproteinasi. Nella miopia si può determinare un assottigliamento degli strati retinici, con comparsa di aree di degenerazione regmatogene che predispongono al distacco di retina. Nelle forme di miopia elevata, inoltre, si può manifestare la maculopatia miopica e, nel tempo, sono possibili complicanze quali la cataratta, il glaucoma o la neuropatia ottica.  

L’applicazione prolungata ai device digitali tende ad indurre una riduzione dell’ammiccamento che è un meccanismo di difesa dell’occhio e della sua superficie.  Ne derivano disturbi del film lacrimale e la comparsa di segni e sintomi di secchezza oculare, quali bruciore, senso di corpo estraneo ed annebbiamento visivo anche in soggetti giovani.

La visione protratta da vicino nell’uso dei device digitali comporta anche un sovraccarico dell’accomodazione e della convergenza, mentre le condizioni di illuminazione spesso inadeguate producono un sovraccarico della motilità pupillare e dell’adattamento favorendo l’insorgenza di disturbi visivi. La comparsa di questi disturbi è spesso favorita dalla presenza di difetti di refrazione e/o della motilità oculare non corretti o inadeguatamente corretti.

L’astenopia o sindrome di affaticamento oculo-visivo da schermi luminosi comprende numerosi segni visivi quali  riduzione del visus e dell’accomodazione, miopia transitoria e comparsa di forie, che sono deviazioni oculari latenti (strabismo latente); sono presenti anche sintomi visivi come fotofobia, diplopia (visione doppia), comparsa di aloni colorati e sfuocamento delle immagini, Nell’astenopia si rilevano inoltre segni oculari con iperemia congiuntivale (arrossamento oculare) ed alterazioni del film lacrimale che si uniscono a sintomi oculari con prurito oculare, secchezza oculare, pesantezza bulbare. Nei casi più severi si possono associare sintomi generali quali cefalea, vertigini, nausea ed insonnia.

Per la prevenzione e protezione oculare è quindi importante prendere misure adeguate.

E’ indicato praticare controlli oculistici specialistici per la correzione dei difetti di refrazione (miopia, ipermetropia ed astigmatismo) e/ o di motilità oculare rilevando la presenza di eventuali condizioni di strabismo e di forie ovvero deviazioni latenti dell’allineamento oculare che possono essere particolarmente responsabili di sintomatologia oculare. 

Nel caso di alterazioni del film lacrimale è opportuna l’applicazione di sostituti lacrimali (lacrime artificiali) senza conservanti, in considerazione delle conseguenze legate alla rarità dell’ammiccamento nell’uso protratto degli schermi luminosi.

L’uso dei dispositivi elettronici deve avvenire in condizioni di illuminazione adeguate, evitandone l’impiego al buio o con luce scarsa, e va rispettata la distanza dallo schermo che deve essere di circa 30 centimetri per tablet e smartphone e di circa 60 centimetri per i PC.

Particolare attenzione riguarda il tempo di impiego dei dispositivi digitali che va intervallato da interruzioni con pause necessarie per limitare l’affaticamento visivo. Si può fare riferimento al D.Lgs 81/2008 che prevede pause di riposo di 15 minuti ogni 2 ore trascorse per lavoratori che utilizzano il PC per almeno 20 ore alla settimana; in alternativa, sono consigliate interruzioni di 20 secondi ogni 20 minuti per guardare un oggetto a distanza di circa 6 metri.

Per i bambini e gli adolescenti è molto importante controllare i fattori ambientali, evitando l’uso eccessivo degli schermi e promuovendo l’attività all’aperto per gli effetti favorevoli della luce solare sullo sviluppo del bulbo oculare e per la prevenzione della miopia oltre a quelli per il benessere fisico generale.

Ai fini della protezione oculare all’aperto, va sottolineata l’utilità dell’uso di lenti da sole protettive che filtrino i raggi ultravioletti (UVA e UVB) restando al contempo attraversabili dalle radiazioni del visibile. Devono essere munite di montature infrangibili di sicurezza. E’ sempre essenziale che sia presente il marchio CE sulle lenti per garantire il rispetto delle norme europee di protezione. Le lenti non certificate infatti sono solo scure e non proteggono dai raggi nocivi ma possono anzi favorire attraverso la dilatazione della pupilla un maggior ingresso di luce nell’occhio con possibili danni della superficie oculare e della retina.

Un’adeguata informazione sulle problematiche oculari legate all’uso dei device digitali e sulle strategie di prevenzione, anche nei più giovani, può favorire l’adozione di comportamenti corretti e contribuire al mantenimento del benessere visivo, componente essenziale della qualità di vita.