Barbuto (Uici): "Tecnologie come smart glasses migliorano vita persone con disabilità"
Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - “Le nuove tecnologie hanno già migliorato la vita delle persone con disabilità in generale e con disabilità visiva in particolare.
Queste tecnologie sono, almeno per noi, il recupero di un piccolo frammento della vista che non c'è e mettendo insieme tanti frammenti se ne recupera un bel po’. Ci sono diverse soluzioni di occhiali intelligenti o smart glasses. Quelli che ho avuto modo di utilizzare, e che molte persone che conosco utilizzano già, hanno delle applicazioni che permettono davvero di recuperare quel frammento di vista: la descrizione di un ambiente, la possibilità di leggere il giornale o la rivista che si riceve sul treno con grande facilità. Tutto questo con la libertà delle mani e attraverso i comandi vocali. Il software potrebbe ottenere ancora molti miglioramenti ma quella tecnologia è assolutamente sulla strada giusta. L'occhiale è uno strumento indossabile, non invasivo e quindi di facile portabilità e credo che il prossimo futuro ci riserverà ulteriori sorprese e soddisfazioni”. Lo ha dichiarato Mario Barbuto, presidente UICI, in occasione dell'incontro promosso da Adnkronos e Meta al Centro studi americani sul tema dell’innovazione tecnologica e della regolamentazione europea.
"Solo per parlare di una tecnologia ormai pienamente acquisita - ha proseguito Barbuto - si pensi a cosa significa per una persona non vedente avere uno scanner per fare la scansione dei libri. Quando noi andavamo a scuola avevamo bisogno di un lettore umano che ci leggesse i libri, oggi tutto questo non succede più. Con l'applicazione dell’intelligenza artificiale si raggiungono dei livelli mai immaginati prima. Ad esempio: la descrizione dettagliata delle immagini di un libro di scuola, la possibilità di muoversi autonomamente nella città riconoscendo i percorsi dei mezzi pubblici, gli ausili in casa che aiutino a sapere se le luci sono accese o spente”.