Lavoro, così gap competenze frena la manifattura
Milano, 28 mar. - (Adnkronos) - Il disallineamento delle competenze non è più soltanto un segnale d’allarme: è un freno reale allo sviluppo delle imprese che compromette la produttività, rallenta l’innovazione e genera un progressivo depauperamento del territorio. Lo ha sottolineato Luciana Ciceri, presidente di A.P.I., in apertura della tavola rotonda “PMI: il ruolo strategico delle competenze” che si è svolta presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, organizzata da A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie in partnership con l’Ordine degli Ingegneri. "A Milano e in Lombardia, dove la competizione corre più veloce, questo gap pesa ancora di più: le PMI associate ci segnalano quotidianamente il forte disallineamento tra le professionalità richieste e quelle offerte dal mercato del lavoro. E questo si traduce in mancata crescita, tempi di produzione più lunghi, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e una minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile. A questo si unisce la complessità di garantire la continuità di impresa, in molti casi a causa del mancato passaggio generazionale tra imprenditori o lavoratori".
Nell'appuntamento - che ha riunito istituzioni, professionisti e imprenditori per analizzare il ruolo sempre più decisivo delle competenze in un sistema produttivo che opera in un contesto globale sempre più instabile - Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, ha posto l’accento come "lavoro, persone e imprese, insieme alle competenze, sono i fattori chiave dello sviluppo della nostra città e del Paese". Per Carlotta Penati, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano "in un’epoca di trasformazioni tecnologiche rapide e spesso dirompenti, il vero fattore competitivo, oggi, non è la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi. Il valore delle PMI risiede proprio nel capitale umano: esperienza, capacità di adattamento e quel “saper fare” che rende unico il modello lombardo. Le PMI sono chiamate ad affrontare sfide decisive su digitalizzazione e sostenibilità; senza un supporto adeguato, queste eccellenze rischiano di dover cedere il passo ai grandi gruppi multinazionali esteri, alimentando una pericolosa desertificazione industriale. L'Ordine degli Ingegneri di Milano si pone come soggetto di indirizzo e supporto alla collettività, promuovendo qualità, formazione e competenza nell’esercizio della professione; la partnership strategica con A.P.I. è finalizzata a creare una sinergia concreta a sostegno del nostro tessuto produttivo, per avviare e implementare quei processi di innovazione indispensabili affinché le aziende lombarde possano diventare più competitive, sostenibili e, soprattutto, protagoniste del proprio futuro».
"Dall’incontro - ha concluso Ciceri - è emerso un messaggio inequivocabile: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e che permettano di cogliere le opportunità tecnologiche emergenti. Il 78% delle PMI coinvolte in una rilevazione flash di A.P.I. dichiara di avere difficoltà a selezionare figure professionali specifiche, mentre il 67% delle imprese prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni. C’è voglia di investire, nonostante la situazione geopolitica e le oscillazioni dei mercati. Oggi cerchiamo professionisti che uniscano soft skill, tecnica, digitale e capacità gestionali. Ma soprattutto serve una collaborazione stabile e concreta tra imprese, istituzioni e professioni tecniche. Solo facendo squadra possiamo, infatti, affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita. Per questo abbiamo iniziato la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano".