Referendum: Mantovano, 'grati a Gratteri ma non si può perseguire chi vota sì'
Roma, 20 feb. (Adnkronos) - "Credo che tutti gli italiani debbano gratitudine al procuratore della Repubblica di Napoli per i rischi che ha corso durante la sua vita, il dottor Gratteri. Io personalmente ho condiviso con lui, con competenze e con funzioni diverse, questa sensibilità nel contrasto al narcotraffico e di recente ci siamo rivisti anche, ciascuno sempre nel proprio ambito, per coordinare gli interventi nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Si è molto parlato delle sue dichiarazioni al 'Corriere della Calabria' ma ce n'è un'altra. Era un commento alle precedenti dichiarazioni e quindi al fatto che sui social si fossero scatenati tutta una serie di commenti, pro, contro e così via. Virgolette: 'basta che lei vada sui social e vede le persone che scrivono sotto chi sono, se sono persone per bene, ci sono persone per bene, ci sono pregiudicati, ci sono parenti di pregiudicati, c'è di tutto, ci sono persone perbene e persone non perbene. Andiamo a vedere sotto e vediamo i numeri. Ma questo è niente. Poi non è finita. Poi vediamo più avanti se serve, se serve altro'. Se serve altro cosa? Cioè per caso stiamo parlando di indagini verso chi sui social si esprime a favore del sì? Perché un criminale va perseguito per i crimini che ha commesso, non per come voterà al momento del referendum". Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, intervistato dal direttore di 'Libero, Mario Sechi, in occasione dell'evento 'La sicurezza oggi'.
"Cioè -ha aggiunto- siamo arrivati al punto, ma è un interrogativo, che un procuratore della Repubblica ipotizzi un'indagine a carico di chi dichiara sui social dove metterà la croce sulla scheda referendaria?".