**Pd: Schlein traccia road map tra campagna No e 'ascolto', 'rispetto per tutti ma linea è una'**
Roma, 6 feb. (Adnkronos) - La campagna per il No al referendum e il 'percorso di ascolto' nel Paese. Queste le due direttrici su cui Elly Schlein intende spingere nelle prossime settimane. Una road map che la segretaria ha delineato e argomentato nella Direzione di oggi al Nazareno. Ma è stato un passaggio sui rapporti interni ai dem a dare il segno alla riunione. "Rispetto per tutti, soprattutto per chi ha una idea diversa, ma la linea del Pd è una", dice Schlein. E la minoranza non la prende bene.
Una batteria interventi e, per la prima volta, la Direzione non si è chiusa con un voto unanime sulla relazione di Schlein: 162 sì e 11 astenuti. Astensioni che salgono a 18, tra voti in presenza e da remoto, secondo fonti della minoranza. Poco cambia rispetto ai rapporti di forza. La maggioranza che sostiene Schlein si è fatta più larga dopo la riunione del 'correntone' a Montepulciano e con l'ingresso di Energia Popolare di Stefano Bonaccini. Ma, numeri a parte, i riformisti mettono agli atti il 'malessere dell'area'.
Si contesta a Schlein lo 'spostamento' a sinistra del Pd, di averlo 'snaturato'. "Il Pd è ancora la casa dei democratici e dei liberali?", chiede Pina Picierno. Si contesta la mancanza di pluralismo e di luoghi di confronto. Si contestano alcune uscite, da ultimo l'accostamento a Casapound di chi vota Sì al referendum. "Io voterò No - dice Giorgio Gori- ma trovo inaccettabile che si faccia passare da traditore chi invece del nostro campo o partito, voterà Sì. Siamo arrivati ad accusare chi vota Sì di accompagnarsi con i fascisti, di essere cioè nemico della Costituzione".
Schlein, nella replica a chiusura della Direzione, ricorda che sul referendum "quando senatori e deputati votano no alla riforma della giustizia in tutti i passaggi parlamentari, è giusto che il Pd gestisca, come sta facendo, con responsabilità questo indirizzo. La linea deve essere frutto di una sintesi, ma è giusto che la portiamo avanti insieme tutti". Mentre Francesco Boccia rimarca: "Serve unità, oggi più che mai, per difendere la Costituzione".
E la segretaria chiede la "massima mobilitazione" contro una "riforma che serve a chi governa e vorrebbe sostituirsi ai giudici, 'adesso vi facciamo vedere chi comanda'. Spiegheremo le ragioni del No su tutti i territori, al fianco del Comitato civico del No. Il governo dissemina bugie: non è una riforma sui magistrati ma sui diritti di tutti i cittadini". Attacca poi il governo sulla sicurezza: "Non si usi quanto accaduto per giustificare nuove strette alle libertà democratiche". E rivendica l'azione congiunta con le altre opposizioni sia nelle proposte in manovra che nella risoluzione unitaria al Senato dell'altro giorno.
Piccoli passi di avvicinamento verso la costruzione di un programma di coalizione. Per ora Schlein vuole dedicarsi alla campagna di ascolto: nei prossimi week end tappe a Napoli, Firenze, Milano e poi il 7 marzo si chiude a Roma. "Faremo tesoro del percorso di ascolto che farà parte del contributo che porteremo al resto della coalizione progressista per la costruzione dell'alternativa". Sul punto, il rapporto con gli alleati, Lorenzo Guerini mette in guardia Schlein: "Non è che ci possiamo farci menare per il naso da Conte che non vuole mai una discussione e un tavolo in cui ci confrontiamo sul programma. Perché se ci porta a ridosso delle elezioni, attenzione, rischiamo di dover compromettere le ragioni programmatiche politiche alle esigenze di un'alleanza. E io questo credo sia un errore e un rischio che non possiamo correre".