Ucraina: Fedriga (Lega), 'difendere con forza valori occidentali, muoversi dentro sfide Ue'

Roma, 28 mag (Adnkronos) - "Rispetto all’Ucraina dobbiamo dirlo con forza che in questa guerra c’è un aggressore e un aggredito e non c’è dubbio che tutti noi dobbiamo difendere con altrettanta forza i valori occidentali e i valori delle democrazie occidentali che hanno consegnato alla nostra generazione una stagione di pace, libertà e benessere. Dopo di che se mi si chiede se l’occidente ha dei problemi io rispondo: sì, sicuramente sì". Lo ha detto Massimiliano Fedriga a un convegno organizzato da Ambrosetti a Gorizia rispondendo a una domanda del direttore del Foglio Claudio Cerasa.

"Se mi si chiede se l’occidente ha fatto degli errori io rispondo altrettanto sicuramente sì, senza dubbio. Ma tutto questo ragionamento non può mettere in discussione i valori che l’occidente rappresenta. Non possiamo pensare per esempio che se vi sono delle frange, presenti anche nella popolazione italiana, che guardano con ammirazione a modelli che si avvicinano più alle dittature rispetto alle democrazie possiamo liquidare questo fenomeno affermando che quelle frange ‘inseguono solo delle fake news’", spiega il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza Stato-Regioni.

  

"Dobbiamo porci l’interrogativo su quali siano le criticità del modello occidentale che fanno sì che persone normali, non persone che vengono dall’altra parte del mondo, possano guardare a modelli non democratici. Liquidare questi problemi affermando che quelle frange siano composte solo da matti significa non voler affrontare i problemi. E’ questo il processo di cambiamento che l’Europa deve affrontare”, sottolinea ancora.

(Adnkronos) - "Noi presidenti di regione abbiamo vissuto un cambiamento epocale che è stato prima di tutto quello della pandemia. La pandemia ha cambiato il modo di vivere, ha cambiato il modo di lavorare, ha cambiato la sanità, ha cambiato i nostri rapporti con l’Europa, con il mondo. Il cambiamento a cui dobbiamo lavorare non è dunque quello in cui si coltiva la nostalgia per il passato ma è quello in cui si costruisce la responsabilità per il futuro. E’ quello in cui si governa il processo della globalizzazione, evitando di commettere ancora errori commessi nel passato", spiega tra l'altro l'esponente della Lega.

Sull'Europa, Fedriga sottolinea: "Rispetto all’Europa io dico che l’Europa può sbagliare, perché è fatta da persone che come tali possono sbagliare, sono umane, ma penso anche che il nostro compito sia difendere i valori europei e quindi correggere anche l’Europa se sbaglia, ma in un’ottica precisa: quella di chi si muove volendo promuovere e affermare alcuni valori che l’Europa difende. E’ una sfida difficile dove non penso esistano soluzioni scontate".

Fedriga parla tra l'altro del fatto che la "consapevolezza di una comunità è fondamentale proprio per evitare e cercare di limitare sempre di più quei rischi di degenerazione di frange seppur minoritarie che invece si allontanano dal modello di libertà e democrazia che abbiamo difeso e vogliamo difendere. E’ per questo che le sfide quotidiane fondamentali che abbiamo per l’economia, per il commercio ci impongono di avere un approccio nuovo, che ci costringe a non guardare soltanto a noi stessi ma a capire che oggi siamo di fronte a un nuovo modello globale. Un modello che è stato finora gestito male, che dobbiamo cambiare, ma che non possiamo negare".

(Adnkronos) - L'esponente della Lega continua: "O quel modello lo affrontiamo nel modo giusto o ne saremo travolti. Non esiste dire ‘non lo voglio’, non esiste dire ‘non voglio quel modello’. Esistono dei processi che non sono nella nostra disponibilità ma che dobbiamo cercare di affrontare al meglio e sicuramente il cambiamento di approccio è un cambiamento che dobbiamo mettere in atto"

"In tutto questo noi abbiamo un serio problema nella politica: non ha mai guardato al dopodomani" e se "non siamo in grado di guardare come istituzioni a qualche anno più avanti rischiamo di fare le politiche soltanto dell’oggi ma di non costruire un futuro per il domani”.