Dante Ravenna, disegno inedito di Federico Faruffini riconosciuto dopo 157 anni
Ravenna, 28 mag. - (Adnkronos) - Un disegno a inchiostro, un commosso tributo a Dante realizzato nel 1863: ha finalmente un nome l'artista che lasciò questa insolito omaggio su uno degli albi che per oltre un secolo hanno raccolto le firme dei visitatori nella tomba del poeta a Ravenna. È il pittore, incisore e fotografo Federico Faruffini (Sesto San Giovanni 1833 - Perugia 1869), vicino alla Scapigliatura, allievo di Giacomo Trecourt e amico di Tranquillo Cremona. Lo rende noto il Comune di Ravenna.
Il riconoscimento si deve a Benedetto Gugliotta, responsabile dell'Ufficio Tutela e valorizzazione dell'Istituzione Biblioteca Classense e curatore della mostra "Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante", all'interno della quale il disegno è attualmente esposto fino al 17 luglio prossimo.
La biografia dell'artista lombardo Faruffini, morto suicida nel 1869, racconta la storia di un genio tormentato e instabile, che ottenne successi a Parigi e Roma ma che non riuscì a venire a patti con i suoi demoni. Nel suo breve itinerario esistenziale raccolse meno di quanto il suo straordinario talento non meritasse ma fu all’insegna della continua sperimentazione e dell’insoddisfazione che si svolse la sua ricerca artistica: passò dalla pittura storica, che tentava di liberarsi dai canoni imposti dall’ormai ingombrante figura di Francesco Hayez, all’incisione e alla fotografia, sempre con originalità e dedizione. Fu apprezzato da molti contemporanei ma anche osteggiato da parte della critica ufficiale. Sono noti anche i suoi sentimenti patriottici, di stampo mazziniano, e la vicinanza alla famiglia Cairoli: suoi amici furono in particolare Ernesto (1833-1859), caduto nella battaglia di Varese e da lui ritratto in un celebre dipinto del 1862 (Pavia, Musei Civici del Castello Visconteo), e Benedetto (1825-1889), garibaldino, cospiratore e poi presidente del Consiglio, cui l’artista inviò l’ultima, drammatica lettera della sua vita, dopo la quale si uccise ingerendo cianuro. Era il 1869 e l’artista aveva solo 36 anni.