Mafia: carte processi sulle stragi del 1993 si potranno consultare on line /Adnkronos (2)
(Adnkronos) - L’idea di digitalizzare le carte delle stragi del 1993 arriva da lontano. Il progetto, a più mani, era stato promosso nel 2018 dalla Regione e dalla Procura di Firenze e la proposta poi accolta dal Ministero della giustizia, che l’ha sostenuto con il contributo del Consiglio superiore della magistratura e della Cassa delle Ammende: 110 mila euro li ha messi infatti quest’ultima, 41.500 la Regione. L’accordo di collaborazione siglato l’anno scorso prevede la partecipazione anche del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, della Conferenza permanente dei servizi presso la Corte di appello e l’Archivio di Stato di Firenze.
"Dopo oltre un anno di lockdown, ripartiamo con un evento che affonda le radici nella memoria - annuncia il presidente vicario della Corte d’Appello di Firenze, Alessandro Nencini - L’attentato in via dei Georgofili causò una profonda ferita nel tessuto sociale di Firenze. Con il Centro di digitalizzazione abbiamo inaugurato un segmento di un progetto più ampio. La Corte d’Appello mette a disposizione dell’autorità giudiziaria i locali e gli strumenti per poter realizzare la digitalizzazione degli atti dibattimentali. Costituisce un presidio di legalità per mantenere la memoria di quello che è accaduto e rappresenta un punto di partenza utilissimo per le nuove investigazioni. Nel progetto è coinvolta anche l’amministrazione penitenziaria, che ha messo a disposizione persone sottoposte a misure. Per loro rappresenta un riscatto personale e sociale di indubbia importanza".
"Questi atti, ora digitalizzati, consentiranno di leggere le stragi di mafia del 1993 – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani - Lo si potrà fare sulla base dei documenti dei processi e siamo contenti che oggi si concretizzi un obiettivo su cui la Regione ha lavorato nel corso del tempo. Diventerà ancora di più una memoria condivisa. Ma la digitalizzazione aiuterà anche gli addetti ai lavori". Non sarà infatti solo una ‘fotocopia’ elettronica degli atti. I documenti potranno essere infatti interrogati, per parole e argomento.