L' Abitacolo

Che pasticcio il voto on line sulla Diciotti!

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Franco Bechis

Il tema è già da fiera delle meraviglie: "Salvi Salvini?". La risposta ancora più fantastica: "Sì? Allora vota no. No? alloora vota sì". Il referendum on line promosso dal Movimento 5 stelle sull'epilogo giudiziario del caso Diciotti ha le qualità attribuite a "La corazzata Potemkin" da Fantozzi in un film cult. Un pasticcio nel pasticcio, che francamente sarebbe stato più saggio evitare. Ma visto che si vota, ecco qualche fatto e la mia opinione. Primo fatto: la richiesta di autorizzazione a procedere per Matteo Salvini trasmessa in Senato dal tribunale dei Ministri non è un caso che si affronta per la prima volta. Negli ultimi 20 anni ce ne sono state così almeno una ventina, che hanno avuto gli esiti più diversi: concesse, negate, ignorate, ritirate. Secondo fatto: nessun cittadino comune può essere indagato e processato dal tribunale dei ministri, quindi non ha alcun rilievo l'uguaglianza di tutti davanti alla legge. E ora le mie opinioni. Prima: è la Costituzione a stabilire questa procedura per cui bisogna chiedere al Parlamento il permesso per mandare a processo un ministro per un atto ministeriale, perché ci sono due poteri separati (quello della magistratura e quello dell'esecutivo) che tendono a strabordare e a invadere l'uno il campo dell'altro. Capita alla magistratura di sostituirsi all'esecutivo, e le Camere hanno il diritto di impedire questa invasione di campo. Seconda opinione personale: la richiesta del tribunale dei ministri sul caso Diciotti è talmente abnorme da rappresentare una chiara invasione di campo. Ipotizzare un reato che può avere una pena edittale massima di 15 anni come il sequestro di persona per avere trattenuto a bordo di una nave con tutta la assistenza e le cure mediche, psicologiche e alimentari necessarie una manciata di giorni non ha alcun a corrispondenza con la realtà dei fatti. E se anche i migranti fossero stati sbarcati da lì prima, per le leggi italiane come per le leggi di ogni paese europeo non sarebbero stati affatto liberi di circolare come volevano. Quindi l'accusa di sequestro di persona non sta proprio in piedi. Ora anche altri tre membri del governo (Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli) si sono assunti la responsabilità politica di quelle decisioni e sono indagati a Catania. Se il tribunale dei ministri dovesse chiedere l'autorizzazione a procedere nei loro confronti, i tre hanno già detto che si farebbero processare. E secondo me farebbero una sciocchezza: rivendicata la propria azione di governo, un governo serio non si fa processare per questo. Nè oggi con Salvini nè domani con gli altri tre. Certo, il mio amico Marco Travaglio sostiene il contrario. Ma lui ha una sorta di culto divino della infallibilità della magistratura, e ritiene che solo loro in fondo in fondo potrebbero ben governare. Io non lo penso affatto, e mai avessero questo desiderio prima dovrebbero candidarsi alle elezioni. Sono convinto che se lo facessero, avrebbero una amara sorpresa...